Si è svolta questa mattina, nel cuore di Siena, una complessa esercitazione operativa dei Vigili del Fuoco con protagoniste le squadre SAF (Speleo Alpino Fluviale), impegnate in simulazioni di soccorso in due dei contesti più delicati e simbolici della città: i Bottini e la Torre del Mangia. Un’attività ad alta intensità tecnica, pensata per testare tempi di intervento, gestione degli spazi e coordinamento in scenari reali ad elevata criticità. Circa venticinque unità, insieme al funzionario responsabile del settore, hanno preso parte alle operazioni, con il supporto del personale dell’amministrazione comunale e dei volontari dell’Associazione La Diana.
Simulazioni tra Bottini e Torre: interventi in condizioni estreme
L’esercitazione ha previsto diversi scenari di emergenza, con particolare attenzione alla complessità degli ambienti. Nei Bottini è stato simulato il soccorso di una persona colta da malore e impossibilitata a uscire, oltre a un caso di intossicazione da monossido di carbonio. In questo secondo scenario, il personale SAF è intervenuto con autoprotettori, trasportando il ferito all’esterno per l’affidamento ai sanitari. Ambienti stretti, scarsa visibilità e difficoltà logistiche hanno reso l’intervento particolarmente impegnativo. Situazione analoga alla Torre del Mangia, dove è stato simulato il malore di una persona nella parte più alta della struttura, frequentata ogni anno da migliaia di turisti. Dopo la messa in sicurezza su barella “rolly”, il ferito è stato trasportato lungo la stretta scalinata interna. Invece la calata esterna dalla Torre, non è stata effettuata a causa delle condizioni meteo avverse.
Cimmino: “Esercitazioni fondamentali per interventi reali”
“Abbiamo fatto delle prove di estricazione di un eventuale ferito dalla torre, quindi un imbarellamento e poi una discesa in condizioni particolari – ha spiegato il comandante dei Vigili del Fuoco di Siena, Raffaele Cimmino –. Queste esercitazioni servono per provare gli spazi, gli ancoraggi e per velocizzare un intervento in situazioni reali. Anche i bottini sono uno scenario severo in caso di intervento. Qui proviamo l’utilizzo degli spazi e la possibilità di portare fuori eventuali feriti in condizioni di sicurezza”.
Territorio complesso e carenza di personale
Il comandante ha poi tracciato un primo bilancio del suo arrivo a Siena: “Ho trovato un comando ben organizzato e strutturato, frutto di un lavoro egregio fatto in passato. Il territorio però è complesso, esteso, con criticità che vanno dal dissesto idrogeologico alla presenza di numerosi turisti”. Non manca però una criticità significativa: quella legata all’organico. “È in sofferenza – ha sottolineato – con una carenza di circa il 20% tra personale qualificato, tecnico e amministrativo. Sono in corso procedure di mobilità, ma le previsioni non sono così rosee”.