“La rapina è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso”. Con queste parole la Filcams Cgil di Siena ha annunciato l’avvio di una riorganizzazione sindacale tra i lavoratori del Penny Market, in seguito alla rapina avvenuta alcune settimane fa che ha coinvolto una stagista, fortunatamente rimasta illesa.
L’episodio ha permesso al sindacato ad approfondire la questione dell’utilizzo di stage e tirocini non solo all’interno della catena, ma più in generale in tutto il settore del commercio. Secondo le stime della Filcams, in provincia di Siena sarebbero circa 150 i lavoratori impiegati con queste formule, con rimborsi spese che si aggirano intorno ai 500 euro al mese e con orari che arriverebbero anche a 40 ore settimanali.
“Di stagisti in questa provincia, seguendo le proporzioni che abbiamo elaborato, ce ne sono più o meno 150 – spiega Mariano Di Gioia, della Filcams Cgil Siena –. Non parliamo di stipendi ma di rimborsi spesa che vanno dai 500 ai 700 euro mensili. Questi compensi non prevedono contributi pieni e gli stagisti sono esclusi da tredicesima, quattordicesima, ferie, permessi e da tutto ciò che invece è garantito da un contratto nazionale”.
Una situazione che, secondo il sindacato, evidenzia i limiti dell’attuale utilizzo dei tirocini nel commercio: “Nasce da qui l’idea – prosegue Di Gioia – di coinvolgere anche le controparti che rappresentano le catene commerciali per provare a costruire un sistema che limiti l’utilizzo dello stage”.
Un primo confronto con Penny c’è già stato: “Ci siamo incontrati con Penny e abbiamo chiesto l’assunzione degli stagisti – spiega Massimiliano Fabozzi, della segreteria Filcams Cgil Siena –. L’azienda ha accettato di assumere due stagisti; a noi ne risultano però qualcuno in più e la questione sarà affrontata in un incontro regionale fissato per il 26 marzo, al quale parteciperà anche la Filcams di Siena”.
Secondo il sindacato, proprio la rapina ha messo in evidenza alcune criticità: “In quel caso – aggiunge Fabozzi – è emerso che a lavorare c’era una stagista. Va ricordato che lo stagista non è un dipendente: ha un compenso molto più basso, non ha una qualifica e non dovrebbe stare alla cassa. Per questo abbiamo chiesto l’assunzione, perché di fatto si è trovata a svolgere un lavoro assimilabile a quello di una dipendente”.
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Siena, rapina al Penny accende il caso stage. Filcams Cgil: "150 lavoratori pagati 500 euro al mese per 40 ore settimanali"
Per la Filcams l'abuso degli stage sta fortemente interessando tutto il settore del commercio
Di Redazione | 4 Marzo 2026 alle 19:00
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