Il “falso incidente” dell’8 gennaio scorso, che portò all’arresto di due italiani, si è chiuso velocemente in meno di un mese e in venti minuti di camera di consiglio. Questa mattina, al tribunale di Siena, il giudice Francesco Picardi ha condannato due uomini di 41 e 44 anni, residenti in provincia di Napoli, imputati per una truffa ai danni di un’anziana senese di 83 anni: otto mesi di reclusione e 800 euro di multa ciascuno, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato.
Secondo l’accusa, i due avrebbero messo in scena uno schema ormai noto: una telefonata che suona come un allarme, con un interlocutore che si presenta come appartenente alle forze dell’ordine e comunica che un familiare – o un’auto riconducibile alla vittima – sarebbe coinvolto in un grave incidente. La richiesta, di lì a poco, sarebbe arrivata con la forma di una “cauzione” da versare subito, in contanti o preziosi, consegnati a un presunto incaricato inviato a domicilio.
In quell’occasione, la donna avrebbe consegnato circa 300 euro di denaro contante e monili in oro per un valore complessivo di 5.000 euro. Ma la consegna non sarebbe rimasta impunita: l’intervento dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Siena, attivati anche da segnalazioni giunte alla centrale operativa, ha portato al controllo di un’auto con a bordo due uomini ritenuti appena usciti dall’abitazione della vittima. L’arresto è scattato in flagranza, la refurtiva è stata recuperata e restituita all’anziana. I due erano stati portati in carcere a Siena in attesa delle successive determinazioni dell’autorità giudiziaria.
In aula, il procedimento è stato seguito dal vice procuratore onorario Claudio Rotunno, che aveva chiesto una condanna a dodici mesi di reclusione e 600 euro di multa. Le difese, rappresentate dagli avvocati Eleonora Meioli e Cecilia Menconi, hanno invece optato per il rito abbreviato, che prevede la decisione del giudice allo stato degli atti e, in caso di condanna, la riduzione della pena.
Dopo circa venti minuti di camera di consiglio, la sentenza che ha punito a otto mesi di reclusione entrambi gli imputati. Entro 90 giorni saranno depositate le motivazioni. Un epilogo rapido, per una trama che fa leva su urgenza e paura e che, anche in provincia di Siena, continua a ripresentarsi con varianti minime: la telefonata che mette pressione, l’autorità “di facciata”, il passaggio a domicilio per ritirare denaro e gioielli.
Il processo di questa mattina chiude il capitolo giudiziario di un singolo episodio; sullo sfondo resta l’invito, più volte ribadito dagli investigatori in casi analoghi, a non consegnare soldi a sconosciuti e a verificare immediatamente con familiari e con il 112 qualunque richiesta che venga presentata come “cauzione” o urgenza legale.