Tutto esaurito al Teatro dei Rozzi per Di cosa vive l’uomo?, lo spettacolo musicale con Peppe Servillo e Costanza Alegiani che si impone come uno degli appuntamenti più attesi dal pubblico, per la stagione della Micat in Vertice dell’Accademia Chigiana. In scena questa sera alle 21, l’evento rende omaggio al songbook di Bertolt Brecht e Kurt Weill, riletto in chiave contemporanea grazie alla Metropolitan Jazz Orchestra diretta da Marco Tiso, con arrangiamenti originali di Gianluigi Giannatempo.
Un successo annunciato, che conferma la capacità della Chigiana di dialogare con linguaggi diversi.
“In una rassegna storicamente nata per la musica da camera – afferma il direttore artistico Nicola Sani-, portiamo uno spettacolo che esalta la libertà espressiva del jazz e la forza corrosiva delle canzoni nate nella Berlino degli anni Venti e Trenta. Non è un’operazione nostalgica, ma un atto vivo”.
Il 2026 segna infatti un anniversario cruciale: settant’anni dalla morte di Bertolt Brecht. Ma è anche l’anno che ricorda una data simbolica per la cultura italiana: il 27 febbraio 1956, quando al Piccolo Teatro di Milano va in scena L’Opera da tre soldi con la regia di Giorgio Strehler. “È un momento fondativo – spiega Sani – da cui nasce la vera fortuna italiana di Brecht. Da lì prende forma un fenomeno culturale che attraversa teatro, musica e discografia”.
Una fortuna costruita anche grazie a grandi interpreti: Milly, Milva, Domenico Modugno, Gianrico Tedeschi, Maddalena Crippa. E a incisioni storiche, come i due album Ricordi dei primi anni Sessanta: «Non semplici dischi – ricorda Sani – ma manifesti culturali, con la voce inconfondibile di Laura Betti e la presenza sorprendente di Vittorio De Sica. Al centro di quell’operazione c’era Bruno Maderna, protagonista del rinnovamento musicale europeo del dopoguerra».
È in questo arco storico, che idealmente va dal 1956 al 2026, che si colloca Di cosa vive l’uomo?: uno spettacolo che rievoca l’atmosfera magnetica dei cabaret berlinesi degli anni Venti e Trenta, luoghi in cui musica, teatro, canto e satira si intrecciavano in un linguaggio innovativo, sperimentale e profondamente critico. Spazi in cui l’arte smetteva di essere mero intrattenimento per diventare strumento di analisi sociale e commento politico.
Brani come Mackie Messer, Cannoni e bombe, Jenny dei pirati e La ballata per una ragazza annegata riportano in vita il clima effervescente della Repubblica di Weimar, dove ogni nota e ogni parola erano chiamate a scuotere il pubblico e a mettere in discussione convenzioni e ipocrisie. Qui la musica non accompagna soltanto la scena, ma diventa protagonista autonoma, amplificando le contraddizioni del tempo.
Protagonisti assoluti della serata sono Peppe Servillo e Costanza Alegiani. Servillo, artista di rara poliedricità, incarna l’ideale dell’interprete totale, capace di muoversi con naturalezza tra teatro d’autore, jazz e canzone. Voce storica della Piccola Orchestra Avion Travel, vincitore del Festival di Sanremo nel 2000, ha collaborato con registi come John Turturro e i Manetti Bros e ha dato vita a un memorabile Peachum nell’Opera da tre soldi al Piccolo Teatro di Milano.
Costanza Alegiani, tra le voci più originali della nuova scena jazz, è una storyteller musicale capace di fondere letteratura, teatro e canto. Dai palcoscenici internazionali – dalla Carnegie Hall ai grandi festival europei – alle collaborazioni con Vinicio Capossela e Mario Brunello, la sua cifra espressiva unisce tensione narrativa e liricità, restituendo con forza e delicatezza l’universo femminile brechtiano.
A completare il quadro, la Metropolitan Jazz Orchestra, sedici elementi che riuniscono alcuni tra i migliori solisti del panorama nazionale. Sotto la direzione di Marco Tiso e grazie agli arrangiamenti di Gianluigi Giannatempo, l’opera di Brecht e Weill trova una lettura vibrante e contemporanea, dove rigore, improvvisazione e teatralità convivono in equilibrio.
Alle 20.30, prima dello spettacolo, il pubblico potrà partecipare a una guida all’ascolto in sala, curata da Nicola Sani, per immergersi nei testi, nelle musiche e negli intrecci culturali di un mondo che continua a parlare con sorprendente attualità.