Il Comune di Siena ha approvato la messa in sicurezza operativa del distributore Tamoil di Strada Massetana Romana, fissando prescrizioni e monitoraggi per gestire la contaminazione e autorizzando lo scarico in fognatura sotto controlli stringenti. Con una determina resa pubblica oggi, l’amministrazione ha rimesso in fila una pratica che da tre anni resta sullo sfondo come una spia accesa. La notizia è che c’è il via libera al progetto Miso con prescrizioni e controlli che definiscono passo per passo come gestire la contaminazione e i reflui, nel quadro delle tutele ambientali e sanitarie recependo le decisioni assunte nelle Conferenze dei servizi convocate dal Comune.
La storia parte da lontano. Il 20 gennaio 2023 i Vigili del Fuoco intervennero nell’impianto per una dispersione di idrocarburi con diffusione di vapori segnalata anche dentro alcune abitazioni vicine. Tre giorni dopo, con Ordinanza sindacale, arrivò lo stop all’attività. Il 24 gennaio 2023 Tamoil Italia spa trasmise la comunicazione di potenziale contaminazione prevista dalla normativa e avviò le prime misure di messa in sicurezza d’emergenza. Nella stessa fase, la società riferì di aver individuato la non tenuta di una linea di trasporto carburante, subito messa fuori servizio.
Da lì si è aperta una sequenza di verifiche, confronti e campionamenti: piezometri, sondaggi ambientali, analisi ripetute nel tempo. Gli esiti trasmessi da Arpat hanno evidenziato, in più occasioni, superamenti dei valori di riferimento (le Csc) per diversi parametri riconducibili ai carburanti e ai loro componenti tipici, come benzene e altri composti aromatici, oltre ad additivi. Un passaggio che negli atti viene evidenziato come particolarmente significativo è il campionamento in contraddittorio del 30 maggio 2024: secondo Arpat, nelle acque sotterranee sono state riscontrate concentrazioni molto elevate di contaminanti in alcuni piezometri collocati a valle del parco serbatoi. Sul fronte suolo, invece, un campione Arpat del 5 marzo 2024 – successivo alle prime attività di messa in sicurezza – ha attestato il rientro nei limiti per un parametro specifico in relazione alla destinazione d’uso considerata.
Il progetto di Messa in sicurezza operativa è stato trasmesso il 30 aprile 2025 per conto di Tamoil. A quel punto il Comune ha convocato la Conferenza dei servizi coinvolgendo Regione Toscana, Provincia, Arpat, Asl Toscana Sud Est, Soprintendenza, Acquedotto del Fiora e gli altri soggetti competenti. La Conferenza, riunita il 25 giugno 2025, ha approvato il progetto imponendo una serie di prescrizioni: tra queste la redazione di un’Analisi di rischio, un monitoraggio trimestrale dei piezometri, relazioni periodiche sullo stato di avanzamento e indicazioni tecniche per regolare prelievi e gestione, così da prevenire criticità di funzionamento dell’impianto di trattamento e garantire continuità e tracciabilità delle attività.
C’era poi un nodo operativo che, per quanto tecnico, ha avuto un peso concreto: quello degli scarichi. Le operazioni di messa in sicurezza producono reflui e la Conferenza ha chiesto chiarimenti e garanzie specifiche. Per questo è stata convocata una seconda Conferenza in forma ristretta che, il 4 dicembre 2025, ha rilasciato l’autorizzazione allo scarico in pubblica fognatura per tutta la durata della Messa in sicurezza, subordinandola a controlli puntuali. Le prescrizioni prevedono un monitoraggio mensile per idrocarburi totali, solventi organici aromatici e tossicità, e un monitoraggio quadrimestrale per gli altri parametri, con l’obbligo di trasmettere i certificati analitici agli enti competenti entro 15 giorni dall’esecuzione delle analisi. Anche qui il senso è chiaro: consentire lo svolgimento delle attività, ma con un presidio documentale e analitico costante.
La determina firmata oggi recepisce formalmente gli esiti delle Conferenze del 25 giugno 2025 e del 4 dicembre 2025, approva il progetto Miso per il punto vendita Tamoil di Strada Massetana Romana 61 e rende vincolanti le prescrizioni tecniche e di monitoraggio stabilite in sede collegiale. Il provvedimento dà inoltre atto dell’autorizzazione allo scarico in fognatura con le condizioni già fissate e inserisce un chiarimento importante sul futuro urbanistico dell’area: in caso di cambio di destinazione d’uso, il sito dovrà essere sottoposto a un procedimento di bonifica che riguardi anche suolo superficiale e profondo e l’eventuale materiale di riporto, secondo le procedure previste dalla normativa ambientale.
Il sunto di oggi, è che la pratica passa dalla fase delle verifiche e dei confronti a un piano d’azione, con tempi, controlli e obblighi informativi definiti. La messa in sicurezza operativa, per sua natura, non è un atto “di chiusura”: è una gestione controllata nel tempo, costruita su monitoraggi e risultati misurabili. E proprio qui si giocherà la partita dei prossimi mesi: sulla capacità di tenere insieme efficacia tecnica, trasparenza dei dati e rispetto rigoroso delle prescrizioni, mentre il sito resta sotto la lente delle istituzioni chiamate a vigilare.