Sindaci, Prefetto e forze dell'ordine presentano il maxi progetto di videosorveglianza in provincia di Siena

Di Redazione | 20 Febbraio 2018 alle 11:49

Sindaci, Prefetto e forze dell'ordine presentano il maxi progetto di videosorveglianza in provincia di Siena

Stanziati dalla Regione più di 2 milioni di euro: 34 comuni coinvolti, 850 gli occhi elettronici sul territorio

I sindaci della provincia di Siena si sono incontrati in conferenza stampa per parlare della maxi iniziativa di videosorveglianza, con Regione, Anci, Prefetto e Forze dell’ Ordine, in provincia di Siena. Al tavolo anche la società pubblica Consorzio Terre Cablate che, grazie alla rete di fibra ottica distribuita su tutto il territorio, è il braccio operativo dei Comuni per l’estensione della rete di telecamere.

Telecamere sì, ma ‘intelligenti’. Con quasi due terzi degli interventi in corso o già conclusi, mentre nel resto dei comuni è pronta a partire la gara d’installazione. A Siena la Regione fa il punto con sindaci e prefetto sui progetti di videosorveglianza finanziati a fine 2016 e poi a dicembre 2017: 34 i comuni coinvolti (praticamente tutta la provincia), 368 mila euro i contributi erogati e capaci di coprire il 70 per cento della spesa, il tutto parte dei 2 milioni e quasi 400 mila euro di cui in Toscana hanno beneficiato 218 diverse amministrazioni e 130 progetti.

L’intervento senese fa interamente capo a Terrecablate, il consorzio che riunisce tutti i Comuni e la Provincia, nato nel 2002 per portare la fibra ottica e che dal 2008 eroga servizi di information e communication tecnology ai suoi soci. Un fatto non casuale, visto che le telecamere per essere davvero utili e funzionali hanno bisogno di software che le rendano ‘intelligenti’, capaci di riconoscere automaticamente targhe e persone, e di viaggiare in rete. C’è bisogno di tecnologia, sottolinea l’assessore alla sicurezza della Toscana; c’è bisogno anche di condivisioni e di una regia condivisa. Va tenuto tutto a sistema, aggiunge. E un’autostrada telematica che viaggia sulla fibra ottica, assieme a cinque data center territoriali dove saranno archiviate le immagini (e un sistema aperto), rende tutto molto più semplice. Naturalmente va anche formato il personale, prosegue l’assessore, con figure specifiche capaci di legge re e programmare, con strumenti adeguati, il livello di sicurezza di città e paesi.

Gli ‘occhi’ accesi sul territorio senese saranno 850, con 314 diverse aree di ripresa. Le nuove telecamere, alcune già in funzione, saranno attivate in 34 diversi comuni: praticamente tutti, rimane fuori solo Montalcino che non ha mai presentato richieste di contributo. E le telecamere, oltre a funzionare come deterrente e per accrescere la sicurezza dei territori, potranno essere utilizzate anche per monitorare la viabilità urbana e le stazioni ecologiche.

Le immagini potranno essere fruite in diretta, ma anche archiviate per poi essere consultate in un secondo tempo. Il primo accesso sarà da parte della polizia municipale – basta un computer e un monitor – ma vi si potranno collegare anche i carabinieri. La compagnia di Poggibonsi è già stata attrezzata e si sta lavorando per fare altrettanto con i carabinieri di Siena, Montepulciano e Montalcino.

Con il bando 2016 sono stati finanziati i Comuni di Siena (38.000 euro), Colle Val d’Elsa, Montepulciano, Sinalunga (20 mila euro a Comune), Monteroni d’Arbia insieme a Buonconvento (20 mila) e le tre Unioni Valdichiana Senese (20 mila: coinvolti i comuni di Cetona, Pienza, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Trequanda), Val di Merse (20mila, con interventi a Chiusdino, Monticiano, Murlo e Sovicille) e Amiata Val d’Orcia (20 mila, coinvolti Abbadia San Salvatore, Castiglione d’Orcia, Piancastagnaio, Radicofani, San Quirico d’Orcia). Complessivamente la Regione ha staccato un assegno da 198 mila euro. Del bando 2017 hanno invece beneficiato Monteriggioni, Castelnuovo Berardenga, Chiusi, San Gimignano, Torrita di Siena, Asciano, Chianciano Terme, Rapolano Terme (15 mila euro a comune), Casole d’Elsa, Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Radda in Chianti, Radicondoli (10 mila euro per amministrazione). Il contributo totale ammonta in questo caso a 170 mila euro.

Ad oggi le telecamere installate sono oltre 500 e più di 300 sono già programmate. La graduatoria del primo bando è stata pubblicata a dicembre del 2016: 63 i progetti di Comuni e Unioni di Comuni finanziati. Un anno dopo, a dicembre 2017, si è chiuso anche il secondo bando: 67 progetti hanno ricevuto un contributo pari al 70 per cento della spesa prevista. Del secondo intervento nella provincia senese hanno beneficiato quattordici comuni: Chiusi, Castelnuovo Berardenga, Chianciano Terme, Asciano, Monteriggioni, Rapolano Terme, Montepulciano e Torrita di Siena, San Gimignano, Castellina in Chianti, Radicondoli, Casole d’Elsa, Radda in Chianti e Gaiole in Chianti. Il contributo della Regione è stato di 170 mila euro, a cui se ne aggiungono altri 198 mila del bando 2016. Sei (e undici i comuni coinvolti) sono i progetti della seconda tranche non finanziati ma in graduatoria e comunque che già hanno ricevuto un precedente contributo. Riguardano l’Unione della Val di Chiana senese, Siena, Poggibonsi, Sinalunga, l’Unione dei comuni dell’Amiata e Val d’Orcia e l’Unione dei Comuni della Val di Merse.

Scorrerà la lista della graduatoria. E nuovi contributi arriveranno nella provincia di Siena per installare nuove telecamere e impianti di videosorveglianza in città e nei paesi. Lo ha annunciato oggi l’assessore alla sicurezza della Toscana, nel corso di un incontro con sindaci, prefetto e alcuni consiglieri regionali del territorio convocato per fare il punto sugli interventi già finanziati e in corso. Sono sei i progetti di videosorveglianza, senesi, che erano rimasti fuori dalla seconda tranche di finanziamenti, quella con la graduatoria pubblicata lo scorso dicembre. Dodici sono i comuni coinvolti. Le domande al bando 2017 erano state tante: chi già aveva beneficiato di precedenti contributi – trenta progetti in tutta la Toscana – era stato quindi escluso, così come quattro comuni e unioni sopra i diecimila abitanti che si presentavano per la prima volta. Ora però sono state trovate le risorse. Per la provincia senese – 128 mila euro gli ulteriori contributi che saranno distribuiti – l’opportunità riguarda Siena (38 mila euro), Poggibonsi (20 mila), Sinalunga (15 mila), l’Unione della Val di Chiana senese (20 mila per interventi su Cetona, Pienza, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Trequanda), l’Unione dei comuni dell’Amiata Val d’Orcia (15 mila euro destinati ad Abbadia San Salvatore) e l’Unione dei Comuni della Val di Merse (altri 20 mila euro per Chiusdino, Murlo e Sovicille).

“Siena – ha detto il sindaco Bruno Valentini – ne ha oltre 100 e 50 sono già previste, a cui si aggiungono circa 400 telecamere di Siena Parcheggi su aree di sosta coperte e scoperte, sottopassaggi e scale mobili. A Siena un’esperienza particolare è quella della collaborazione con le Contrade, che chiedono telecamere aggiuntive di cui poi il Comune si assume la gestione. A Siena inoltre stiamo installando telecamere particolari che leggono le targhe in modo da poter avere con immediatezza l’informazione su eventuali auto “sospette” , oltre al controllo della regolarità assicurativa. Lo scopo della videosorveglianza non è solo la sicurezza contro la criminalità ma anche il contrasto al vandalismo ed il monitoraggio dei corsi d’acqua. La buona notizia del giorno è che la Regione ha annunciato ulteriori 128mila di contributi, alcuni dei quali riguardano proprio il Comune di Siena. In questi mesi il tema della sicurezza urbana è molto sentito, anche per una insopportabile recrudescenza della criminalità, che negli ultimi giorni ha visto episodi odiosi di violenza perpetrata contro anziani dentro le loro case. Il Prefetto ha riconosciuto l’utilità della video ripresa del territorio che ad esempio a Siena ha consentito di individuare gli aggressori della notte di Capodanno. Purtroppo la videosorveglianza è solo uno degli strumenti di cui i Comuni e lo Stato dispongono per difendere i cittadini e bisogna fare di più per integrare questo insostituibile mezzo (sicuramente da espandere) con il presidio fisico del territorio da parte di poliziotti e carabinieri, integrati con la conoscenza dei luoghi che ha la Polizia Municipale”



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