Spara in testa al vicino di casa, convalidato l’arresto dell’86enne

Il giudice dispone la custodia cautelare in carcere per l'anziano che nel 1981 si era macchiato di un omicidio in seguito ad un'altra disputa di vicinato e scontò 22 anni

Il gip del tribunale di Siena, Ilaria Cornetti, ha convalidato l’arresto di Luciano Catastini, l’86enne che a San Gimignano nella giornata di domenica 5 aprile, a seguito di un diverbio, ha sparato tre colpi di pistola all’indirizzo del vicino di casa 58enne – A.G, sempre intubato all’ospedale di Careggi in Firenze, in bilico tra la vita e la morte – colpendolo a testa, braccio e sterno. Per l’anziano è stata confermata la misura della custodia cautelare in carcere richiesta dal pm Siro De Flammineis. Il gip non ha ravvisato pericoli per quanto riguarda il pericolo di fuga o l’inquinamento delle prove, ma a pesare c’è la reiterazione del reato, dal momento che l’uomo ha alle spalle un omicidio commesso nel 1981, sempre legato a dispute di vicinato, per il quale fu condannato a 22 anni e 10 mesi di reclusione.

Le accuse pendenti sono di tentato omicidio, per il momento, detenzione illegale di arma da fuoco e ricettazione, in quanto la pistola che ha fatto fuoco, una vecchia revolver a tamburo di piccolo calibro, sembrerebbe provenire da un furto.

L’udienza di convalida dell’arresto si è tenuta questa mattina, in video conferenza, ed è durata un paio di ore. Catastini, assistito dall’avvocato Manfredi Biotti del foro di Siena, ha risposto a tutte le domande del giudice, fornendo la sua versione dei fatti. Secondo la difesa dell’86enne, il violento gesto sarebbe scaturito in risposta a una sequela di continue molestie ed esasperazioni messe in atto dal 58enne, che, gravato da alcuni problemi psichiatrici, lo avrebbe a un certo punto anche aggredito fisicamente. Difesa dell’accusato che ha sottolineato come, prima di quest’episodio, il comportamento dell’aggressore all’interno delle dinamiche di vicinato sarebbe stato sempre corretto, a confermarlo sono anche le assistenti sociali.

L’anziano dunque resta per il momento in carcere, anche perchè non ha al momento un alloggio dove potere, eventualmente, passare i domiciliari, dato che l’abitazione in via delle Fonti dove si è consumato il fatto – al momento sotto sequestro per ordine della Procura della Repubblica di Siena – è oggetto di procedura di revoca da parte della società che per conto dell’Amministrazione comunale gestisce il complesso abitativo, la Fondazione Territori Sociali Altavaldelsa. Motivazione ufficiale, la “violazione delle norme di comportamento”.

Claudio Coli