Sportelli: “Dal sindaco chiarimenti inconsistenti. Esperienza politica si chiude senza rimpianti”

L’assessore è stato sollevato dall’incarico e le deleghe revocate

Massimo Sportelli, ormai ex assessore ai lavori pubblici, ha incontrato oggi la stampa per fare chiarezza sul suo addio alla giunta. Dopo le richieste di dimissioni ricevute dal sindaco, il messo comunale gli ha notificato il decreto sindacale con cui vengono revocate le  deleghe e si procede a sollevarlo dall’incarico. Una mossa giustificata da una “scelta sulla base di valutazioni strategiche sullo stato di attuazione del programma e la possibilità di avvicendamenti che rispondono all’esigenza dell’azione amministrativa in relazione agli importanti obiettivi di strategia e programmazione”.

“Non sono riuscito a farmi apprezzare per il lavoro svolto, che non potrò proseguire con la lealtà e dedizione che ho profuso – ha detto – Per questo sono deluso e arrabbiato. Ho avuto il privilegio di essere stato capitano del mio popolo e assessore, un grande onore. Ho ricoperto il ruolo su decreto sindacale ma anche in rappresentanza di un consenso ricevuto, così devo rendicontare a chi mi ha votato. Non sono politico ma un cittadino prestato alla politica, mi “sfuggono certe dinamiche. Le deleghe sono per natura revocabili e non ho problemi a uscire dall’incarico pubblico, ma devo farlo con la trasparenza che necessita il mandato civico ricevuto. Per paradosso, a fronte di attestati di stima privati e sussurrati, non ho ricevuto spiegazioni a me comprensibili circa la richiesta i dimissioni ricevute, e la revoca delle deleghe. Se il mio operato non è stato meritorio, non ho problemi a tornare al mondo della professione, nel quale continuerò ad assumermi le responsabilità, come fatto nel periodo di gestione della cosa pubblica. Non ho rancori, l’ultima cosa che avrei immaginato è di ritrovarmi contrapposto all’amministrazione che ho grandemente contribuito a far nascere”.

“La mia esperienza politica può quindi concludersi oggi senza rimpianti. Proprio perchè mi sono comportato sempre con trasparenza e lealtà, consapevole  che i miei silenzi leali sono stati riempiti troppo spesso di contenuti strumentali per scopi opachi e lontani dal territorio, attuando pratiche evocative di fantasmi che non capisco, non condivido e che rifuggo. Questo intervento non è per salvare il mio profilo politico, che considero sacrificabile”.

Le polemiche sulla pista di Sant’Andrea: “Operazione perfetta dal punto di vista formale – la difesa di Sportelli – che ha permesso anche di far risparmiare”.

Il lavoro in Comune: “Un piccolo contributo l’ho dato a questo magma dei lavori pubblici, abbiamo investito e dato ritmo ai cantieri, lavorando anche di notte e nei festivi. 12 milioni di investimenti nemmeno ai tempi di Mps, se chi verrà dopo di me farà meglio sarò solo che felice. Sono state rimesse situazione di inerzia atavica, messa a norma delle palestre, asfaltatura, villa patrizia, viale europa, prorotonda porta tufi, via viavldi eecc, saffi, ponte di ravacciano, Le voci sul rimpasto? Ho lavorato fino a ieri alle 12, in tanti mi hanno appoggiato e dato attestati di stima, anche varie forze politiche hanno espresso contrarietà”.

Cosa lascia l’assessore: “Esco arricchito umanamente da questa esperienza, rafforzato, conservo gelosamente il rapporto avuto con il palazzo, i dipendenti, dirigenti e le posizioni organizzative”.

Il futuro: “Ho iniziato per caso quest’avventura, ne esco altrettanto per caso. E’ un’unicum essere rimosso dalle deleghe pur avendo fatto bene. Ora sono un po’ stanco e disincantato, poi vediamo un po’ cosa succede. Mi sento un cittadino radicato, se posso portare aiuto ci sta mi rifaccia coinvolgere, cercherò altri spazi”

 

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