La difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Carmine D’Agostino (foro di Firenze), ha formalizzato la richiesta di applicazione della pena su richiesta delle parti quantificata in 2 anni, chiedendo anche sospensione condizionale e non menzione, oltre a una proposta risarcitoria. Di segno opposto, l’avvocato Manfredi Biotti (foro di Siena), per la parte civile, che ha depositato una memoria difensiva, richiamando – in sintesi – la gravità delle conseguenze, il gravissimo stato di salute attuale del suo assistito e l’esigenza di una valutazione processuale ritenuta non compatibile con una soluzione troppo “compressa” rispetto al quadro.

L’avvocato Manfredi Biotti
Dopo una camera di consiglio durata circa 30 minuti, la Gup Caravelli ha rigettato la richiesta di patteggiamento. Contestualmente ha disposto il rinvio al 12 febbraio per la riassegnazione ad altro giudice, dal momento che la stessa dottoressa Caravelli dovrà astenersi. Avendo già assunto una decisione sulla richiesta, non potrà proseguire oltre nel procedimento. Giovedì prossimo la difesa potrà avanzare una nuova richiesta, in un quadro che resta aperto anche ad altri riti alternativi.
L’avvocato Carmine D’Agostino al termine dell’udienza ha confermato che “il patteggiamento non è stato accolto per una serie di motivi che non condivido. Il processo proseguirà la prossima settimana, valutiamo un rito abbreviato”. Una dichiarazione che fotografa la linea della difesa: dopo lo stop odierno, resta sul tavolo la possibilità di valutare un diverso percorso processuale, tra cui il rito abbreviato, oltre alla riproposizione di un’istanza da riformulare davanti al nuovo giudice.
Di segno opposto la posizione dell’avvocato Manfredi Biotti, legale di parte civile di tutti i familiari che ha definito il rigetto una scelta coerente con il quadro complessivo: “Mi sembra una decisione corretta da parte del giudice, sarebbe stato tutto troppo riduttivo vista la gravità della situazione. Un fatto del genere merita una valutazione differente. Il mio assistito oggi ha 57 anni, da tre anni ha una invalidità al 100%, non ha autonomia, non è deambulante, non può fare niente da solo. Un patteggiamento sarebbe stata una ingiustizia”. E sul tema del risarcimento, Biotti ha precisato: “Non mi esprimo perché ogni considerazione dovrà essere fatta successivamente”. Infine, ha riepilogato l’assetto delle parti civili già ammesse nel procedimento: “Noi siamo già costituti parte civile: per la vittima che si trova oggi in una Rsa ed ha un amministratore di sostegno, per la convivente more uxorio e per i due fratelli”.
Il procedimento riguarda quanto accaduto nel novembre 2023 in un bar a Staggia Senese. Secondo la ricostruzione investigativa maturata all’epoca sulla base delle testimonianze e degli accertamenti svolti, due uomini – che si conoscevano e avrebbero trascorso parte del tempo insieme – sarebbero arrivati al contatto fisico. In quel frangente, uno dei due sarebbe stato colpito con un pugno al volto, avrebbe perso l’equilibrio e sarebbe caduto, battendo la testa. Immediate le richieste di aiuto, con l’intervento dei soccorsi e dei Carabinieri. La persona ferita, secondo quanto ricostruito, avrebbe mostrato subito difficoltà evidenti (disorientamento, problemi nel parlare, incapacità di ricostruire l’accaduto). Da lì il trasporto d’urgenza alle Scotte di Siena, le cure e gli interventi resi necessari dal quadro clinico e il coma farmacologico. Oggi – sempre secondo quanto riferito nell’ambito del procedimento – la persona offesa vive con esiti permanenti gravissimi in Rsa.
Il prossimo passaggio è fissato per giovedì 12 febbraio: l’udienza servirà alla riassegnazione del fascicolo a un altro giudice e alla ripresa delle determinazioni delle parti. La difesa ha già annunciato che tornerà a valutare le opzioni, incluso il rito abbreviato. La parte civile, dal canto suo, ha ribadito in aula la richiesta di un percorso che venga ritenuto proporzionato alla gravità degli esiti. Nel frattempo resta una frase, raccolta tra i familiari all’uscita, che riassume il clima di queste ore: “Non vogliamo vendetta, ma solo giustizia”.