Stefano Argilli confermato alla guida dell’Asta: "Chiederò Ronaldo, vivrebbe bene a Taverne"

Argilli resta sulla panchina arancioblè dopo la salvezza con una giornata d’anticipo: con il nuovo DS Manganelli si punta a un’Asta più forte, solida e competitiva in Eccellenza

Di Redazione | 29 Maggio 2026 alle 15:30

Stefano Argilli, allenatore dell’Asta Taverne, in diretta a “Buongiorno Siena”, commenta la salvezza appena centrata, la conferma alla guida tecnica e l’avvio della costruzione della nuova squadra insieme al direttore sportivo Pietro Manganelli, fino a pochi giorni fa capitano del gruppo.

Salvezza e continuità

Argilli non nasconde che la stagione sia stata accidentata, ma il finale ha cambiato tutto.

«A un certo punto le cose non erano belle. Per fortuna, con un grande finale siamo risaliti, ci siamo messi in una posizione tranquilla e ci siamo salvati con una giornata d’anticipo, regalando all’Asta Taverne un’altra stagione in Eccellenza».

La conferma in panchina è accolta con soddisfazione e con la consapevolezza del percorso intrapreso dal club.

«Sono contento: è una società che ho sempre osservato con attenzione e di cui conoscevo la qualità. Mantenere una categoria importante come l’Eccellenza per più anni è un merito assoluto».

La base del gruppo e il lavoro sul mercato

Il punto di partenza sono le conferme dei giocatori cardine, ma nei dilettanti ogni estate è un cantiere aperto.

«Siamo ripartiti da alcune conferme perché la base è buona. In queste categorie non ci sono vincoli pluriennali: a fine stagione devi riconvincere i giocatori del tuo progetto o salutare chi non rientra nel percorso».

Il coordinamento con il neo direttore sportivo, ex capitano dell’Asta, che ha appena appeso le scarpe al chiodo per passare al settore dirigenziale, è quotidiano.

«Con Pietro Manganelli ci sentiamo ogni giorno, anche più volte: valutiamo chi resta, chi va e chi sposa il progetto Asta, riconosciuto come solido e serio. Vogliamo confermarci e, passo dopo passo, salire in classifica».

Nessun imbarazzo per il cambio di ruoli tra tecnico e ex capitano, ora dirigente.

«Assolutamente no. Con Pietro c’era già un confronto di livello sulle dinamiche della squadra. Ora è più serrato, ma non ci sono problemi: si è calato subito nel nuovo ruolo. È un ragazzo intelligente, la società gli ha dato l’opportunità e l’unità di intenti è forte».

Ambizioni, richieste e un sorriso

Argilli non si nasconde: l’asticella resta alta, pur con realismo.

«Faccio richieste stratosferiche tutti gli anni, ma non vengo mai accontentato (ride). Bisogna puntare al massimo: a scendere c’è sempre tempo».

Spunta anche l’ironia su certi nomi altisonanti.

«Messi si è preso qualche giorno, Cristiano Ronaldo ha detto che qui si trova bene… A parte gli scherzi, a Taverne starebbero benissimo: vita tranquilla e, volendo, potrebbero comprarsi tutto il paese».

La promessa ai tifosi

«Stiamo costruendo un’Asta forte, che darà soddisfazione, sarà bella da vedere e farà risultato. Sono convinto».



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