Stop al settore gioco. I gestori: “Non ci sono stati dati aiuti”

Lo stop varrà anche per i corner adibiti in bar e tabaccherie, spesso veicolo di clientela per le attività

Per il mondo del gioco arriva un’ulteriore stretta che potrebbe estendersi nei prossimi giorni anche alle lotterie, per il momento salvate dai divieti di Palazzo Chigi. E’ stato lo stesso Premier Conte ad annunciare il nuovo provvedimento nell’informativa al Parlamento “Chiudiamo i corner per le scommesse e i videogiochi, ovunque siano collocati” ha detto il presidente del consiglio, confermando così i timori espressi nei giorni scorsi dagli operatori. Il nuovo stop del governo terrorizza le aziende del gioco, le ultime a riaprire i battenti insieme a locali e discoteche dopo la prima chiusura, così come i tanti bar e tabaccherie che dispongono di un corner adibito al gioco, che spesso porta clientela agli esercizi.

Più che rabbia c’è rassegnazione – commenta il gestore di un centro scommesse – ci sono spese, affitto e utenze che vanno avanti. Non ci sono stati dati aiuti: io sono amministratore e dipendente, non ho avuto bonus o niente”.

“Sicuramente una perdita economica – spiega il gestore di un tabacchi – I clienti che vengono qui per giocare fanno anche altre cose, quindi un mercato verrà danneggiato a prescindere. Il danno ci sarà“.

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena e ora su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, poi Guccini, Gaber, gli hamburger vegani e le verdure in pinzimonio. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo.