Strada Terrensano e Belcaro, approvato il progetto definitivo di messa in sicurezza

Il disco verde è arrivato durante la seduta odierna del Consiglio comunale

Nella seduta di oggi, il Consiglio comunale ha approvato il progetto definitivo per la messa in sicurezza di un tratto della strada comunale di Terrensano e Belcaro, con la conseguente adozione di variante al Regolamento Urbanistico (RU).”I lavori – ha risposto l’assessore ai LL. PP. Sara Pugliese – si rendono necessari a seguito dello smottamento avvenuto il 6 novembre 2016 dopo forti precipitazioni che hanno provocato il cedimento di parte della Strada Comunale di Terrensano e Belcaro al km 0+500 causando l’interruzione della stessa. Da allora la strada, dopo i primi interventi urgenti, è ristretta ad una sola corsia discendente, con divieto di transito in salita, a causa della diminuzione della sezione stradale”.

Lungo la stessa strada, a seguito di alcuni dissesti avvenuti nel febbraio 2014, sono già stati eseguiti alcuni interventi di messa in sicurezza, in corrispondenza del versante soprastante, con opere di rafforzamento corticale, attive e passive, per il consolidamento generale delle 5 zone a maggiore instabilità e per il contenimento di possibili crolli, e riaperta al transito alla fine dell’estate 2016 dopo i lavori finanziati con i fondi del dissesto idrogeologico della Regione Toscana.

“Nel caso in esame – ha proseguito Pugliese – lo smottamento del 6 novembre 2016 ha provocato lo sviluppo di due aree di frana differenti a poca distanza l’una dall’altra a valle della strada. In particolare, l’evento franoso si è sviluppato per un totale di circa 600mq di superficie ‘franata’, ma il materiale è stato trasportato per oltre 40 metri oltre il piede del versante.

L’attuale versante è in prevalenza naturale con presenza di arbusti, tuttavia, in corrispondenza dello stesso erano già stati installati dei gabbioni metallici che sono stati in parte coinvolti nello smottamento del 6 novembre 2016. Il dissesto ha infatti causato anche la deformazione e la frattura dei gabbioni di pietra esistenti, posizionati ai piedi della scarpata in adiacenza all’area di frana.

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