Costruire a Siena una nuova cultura dell’acqua, partendo dalla riduzione degli sprechi e da un utilizzo più consapevole di una risorsa che non può più essere considerata infinita. È l’appello lanciato da Pietro Staderini di Sena Civitas, che interviene sul tema delle risorse idriche alla luce degli effetti dei cambiamenti climatici e dei sempre più frequenti periodi di siccità.
«L’acqua non è una risorsa infinita. È un bene essenziale, indispensabile alla vita, alla salute, all’agricoltura, all’ambiente e alla stessa vivibilità delle nostre città: non basta pagarla, occorre preservarla nel tempo», sottolinea Staderini.
Secondo Sena Civitas è necessario intervenire sia sui comportamenti individuali sia sulla gestione complessiva della risorsa, evitando l’impiego di acqua potabile per attività non indispensabili soprattutto durante i periodi di maggiore siccità.
Tra le questioni sollevate c’è quella delle perdite degli acquedotti, che per Staderini non sono più accettabili, «specialmente a Siena, dove l’acqua dell’Acquedotto del Fiora è fra le più care d’Italia».
Da qui la proposta rivolta all’azienda erogatrice e ai soggetti che gestiscono i bacini idrici di premiare le famiglie che consumano meno acqua rispetto alla media, anche attraverso piccoli incentivi economici sul costo al metro cubo, e di predisporre un piano di interventi proporzionato anche a quanto sostenuto dagli utenti.
Un ruolo, secondo Sena Civitas, deve essere svolto anche dall’amministrazione comunale. Tra le proposte ci sono ordinanze contro gli sprechi, controlli e sanzioni, ma anche un lavoro di educazione ambientale da avviare fin dagli asili e campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza.
«Risparmiare non significa rinunciare alla qualità della vita, ma contribuire concretamente alla difesa di una risorsa dalla quale dipende il futuro della nostra comunità», sostiene Staderini.
Tra le azioni indicate figurano inoltre l’utilizzo di sistemi di irrigazione più efficienti, la raccolta delle acque meteoriche e, dove tecnicamente e normativamente possibile, il loro riutilizzo per impieghi non potabili.
La riflessione guarda poi alla storia di Siena e al rapporto che la città ha sempre avuto con l’approvvigionamento idrico. Il riferimento è in particolare ai Bottini, la rete sotterranea realizzata nel corso dei secoli per raccogliere e trasportare l’acqua, e al Museo dell’Acqua delle Fonti di Pescaia.
Un patrimonio che, secondo Sena Civitas, non deve rappresentare soltanto una testimonianza del passato, ma diventare uno strumento per trasmettere alle nuove generazioni il valore dell’acqua e la necessità di tutelarla.
«Siena ha dimostrato nei secoli di sapere quanto l’acqua fosse preziosa. Ogni istituzione, ente, azienda e cittadino è chiamato a fare la sua parte», conclude Staderini. E sintetizza il messaggio dell’iniziativa con un richiamo alle generazioni future: «L’acqua non è nostra. La stiamo prendendo in prestito dal futuro».