Tamponi ambientali per scoprire se il virus è su tavoli, maniglie o tastiere del computer

A pochi giorni dalla riapertura, molte aziende, da ristoranti a studi dentistici, chiedono i tamponi ambientali per constatare se le superfici dei loro locali siano Covid-Free

Ci sono i tamponi orofaringei, che tutti abbiamo iniziato a conoscere in tempi di pandemia da Covid-19, ma ci sono anche quelli ambientali. Ovvero strumenti per sapere se l’Rna virale del coronavirus si trova sulle superfici con cui si entra in contatto: tavoli, maniglie, tastiere del pc o tablet. Adesso a chiederli sono soprattutto le aziende che hanno riaperto dopo il lockdown, tra misure di sicurezza e cautele per il personale che rientra sul posto di lavoro. Ce ne parla il professore Emanuele Montomoli, ceo di Vismederi.

“Ci viene richiesto di effettuare tamponi in aziende di vario genere, dai ristoranti agli studi dentistici, si tratta nello specifico di tamponi ambientali sulle superfici per constatare se le stanze e le aree che ci auspichiamo tornino abitate dalla prossima settimana, siano covid free o meno – spiega Montomoli a Siena Tv – Che senso ha  tutto questo se i locali sono stati chiusi per mesi? Quando è stato disposto il lockdown avevamo già diversi casi, è plausibile dunque che alcune aree siano contaminate – osserva – La questione aperta è su quale frequenza fare i controlli: un ristorante che torna gremito di clienti, sarebbe opportuno – è la raccomandazione di Montomoli – facesse dei controlli settimanali, i tamponi ambientali dovrebbero rientrare nelle pratiche di controllo tradizionali dei vari operatori”.

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