Tavolo enti-istituzioni su caro affitti, i gruppi civici senesi: “Bene, ma si può fare di più”

Idee in Comune – Italia in Comune Siena – Per Siena - Pietraserena – Sena Civitas - SPQS plaudono all'iniziativa e portano altre proposte e suggerimenti

“Prendiamo atto con soddisfazione dell’accordo raggiunto tra vari enti ed Istituzioni, coordinate dal Prefetto di Siena, in merito alla rinegoziazione degli affitti commerciali. Una soddisfazione doppia perché constatiamo che finalmente, a distanza di 15 mesi dal documento dell’Associazione Pietraserena, inviato ai media e per conoscenza anche al Prefetto di Siena, e di oltre 2 mesi dall’incontro intercorso tra gli scriventi Gruppi Civici e le Associazioni di categoria, la nostra proposta del tavolo è stata recepita e qualcosa finalmente sembra muoversi sul fronte del sostegno al commercio e turismo”. Lo affermano i gruppi civici Idee in Comune – Italia in Comune Siena – Per Siena – Pietraserena – Sena Civitas – SPQS.

“In tutta sincerità – proseguono – il documento in merito a detto accordo ci appare per ora molto vago, e soprattutto non indica gli ambiti di intervento e gli strumenti per ottenere significativi aggiustamenti delle varie criticità, che non è solo il caro affitti. In questo senso vogliamo ricordare che invece, nel documento condiviso fra i Gruppi Civici Senesi e i rappresentanti di categoria dopo il citato incontro, queste criticità sono state elencate con una certa precisione, e ampiamente illustrate con relative proposte operative per eventuali soluzioni. Cerchiamo quindi di ricordarli alcuni brevemente:

  • L’annoso problema del caro affitti, con canoni a volte già esorbitanti e poi aggravato dalla pandemia; relative proposte di credito d’imposta suddiviso tra proprietari e affittuari per l’immediato e la definitiva introduzione del canone concordato in analogia con quanto già in essere nelle locazioni abitative, ricordando anche le mozioni in Consiglio Comunale per riduzione dei canoni degli immobili di proprietà comunali, (purtroppo respinta);

  • La soppressione, diminuzione e/o il rinvio delle imposte e tasse comunali (ci risulterebbe invece un aumento della TARI);

  • Una discussione su una specie di “Piano del Commercio” da parte del Comune di Siena (da troppo tempo mancante), che valuti i danni fatti dalla liberalizzazione delle licenze (in contrasto con il risultato del referendum) e dall’abolizione delle distanze tra esercizi della stessa tipologia;

  • tutela delle botteghe storiche con oltre 50 anni di vita (cosa già realizzata in molti altri Comuni), per mantenere una storicità dei Centri Storici, bloccando al contempo l’apertura di ulteriori esercizi commerciali non caratteristici, ricorrendo inoltre ad una forma di “golden share” per botteghe artigiane e storiche cittadine (tutela tramite un preventivo controllo pubblico prima della cessione) che permetta efficaci controlli e monitori le vendite (o svendite), favorendo quindi la trasparenza delle transazioni e impedendo eventuali operazioni speculative, forse non sempre “cristalline”, e infiltrazioni varie, soprattutto alla ripartenza dopo l’emergenza Covid.

Purtroppo le iniziative dello Stato, poi più o meno riprese dai Comuni, non sembrano avere avuto gli effetti sperati sulla crisi del comparto turistico e ristorazione. Anzi, in alcuni casi, provvedimenti lineari, se non a volte dubbi (con azzeramento di regole e per questo definiti da “far west” da una nota rivista nazionale), sembrano avere creato molta confusione se non situazioni di disparità di trattamento tra le stesse imprese. Vogliamo comunque ribadire la soddisfazione per l’accordo raggiunto, ma, per rendere più efficace il tavolo proposto, ci permettiamo di suggerire il suo ampliamento anche a soggetti civici organizzati e Cittadini attivi che hanno dimostrato la loro lungimiranza e la loro attenzione ai problemi del territorio, e agli operatori dei vari settori interessati” concludono.