Dopo aver registrato il tutto esaurito nella serata di ieri, torna in scena questa sera, venerdì 16 gennaio alle 21.30, alla Corte dei Miracoli lo spettacolo La Artusi, una pièce che nella scorsa stagione ha saputo riempire per tre volte consecutive la sala teatrale, conquistando tutto il pubblico.
Lo spettacolo, con la regia di Giuliano Lenzi e la potente interpretazione di Rita Ceccarelli, porta sul palco una storia poco conosciuta ma di straordinaria intensità: quella di Gertrude Artusi, sorella del celebre gastronomo Pellegrino Artusi.
La storia dimenticata di Gertrude Artusi
Se tutti conoscono Pellegrino Artusi come il padre della cucina italiana moderna, quasi nessuno sa del dramma vissuto da sua sorella Gertrude. Una giovane donna colta, brillante e piena di vitalità, travolta da una violenza di gruppo che segna non solo la sua vita, ma anche il destino della famiglia. Un fatto terribile che porta gli Artusi a lasciare Forlimpopoli per trasferirsi Firenze, ma Gertrude viene progressivamente emarginata e abbandonata, fino al ricovero in manicomio.
Ed è proprio lì che la donna, privata per tutta la vita della possibilità di scegliere, compie l’unico atto davvero libero: sceglie il manicomio come spazio di autodeterminazione, come luogo in cui affermare finalmente se stessa.
Rita Ceccarelli: “È materia viva, ogni replica è diversa”
A raccontare l’anima profonda dello spettacolo è la stessa Rita Ceccarelli: “Abbiamo voluto due date perché oggi le repliche quasi non esistono più, ma uno spettacolo cresce solo se può essere vissuto più volte. La Artusi è materia viva: cambia ogni sera perché siamo in contatto diretto con il pubblico, senza schermi, senza filtri. Ieri sentivo persino il silenzio, ed era un silenzio pieno di attenzione”.
Un rapporto diretto, fisico, reso ancora più intenso dal contesto della Corte dei Miracoli, luogo di accoglienza e condivisione che unisce arte, socialità e cultura.
La serata di oggi sarà arricchita anche da un elemento conviviale: prima dello spettacolo sarà possibile cenare in loco con piatti ispirati alla tradizione artusiana, creando un filo diretto tra cucina, memoria e rappresentazione scenica.
La Artusi è una produzione de LaLUT, storica compagnia teatrale senese, con un cast artistico di alto livello: dai costumi di Marco Caboni alle musiche originali di Marco Bianciardi, fino alle scenografie di Andrea Fagioli. Il testo, firmato dall’autore Federico Romagnoli, affronta con lucidità e coraggio temi ancora drammaticamente attuali.

Nonostante sia ambientato nell’Ottocento, lo spettacolo dialoga apertamente con il presente. Violenza sulle donne, abuso di potere, diritto di scelta e autodeterminazione femminile sono temi che risuonano con forza anche oggi.
Gertrude Artusi, attraverso l’arte e l’immaginazione, si aggrappa a figure bibliche come Giaele e Giuditta per immaginare una forma di riscatto, trasformando il dolore in resistenza.
“È una storia vera che ci parla delle donne di oggi – sottolinea Ceccarelli – del loro diritto di scegliere e di affermarsi. Ed è significativo che questo testo sia stato scritto da un uomo: uno sguardo maschile che non fa sconti e che costringe a partire da una riflessione scomoda ma necessaria”.
Appuntamento stasera
L’appuntamento è dunque questa sera alle 21.30, per una replica che si preannuncia intensa e partecipata. La Artusi non è solo uno spettacolo teatrale, ma un atto di memoria e di consapevolezza, capace di unire passato e presente in un racconto che lascia il segno.
