Terzo lotto di lavori per l’Archeodromo di Poggibonsi. Il villaggio carolingio diventa più grande

Taglio del nastro ieri 22 settembre. Nelle prossime settimane al via nuovi lavori ricostruttivi

Una nuova capanna abitativa per l’Archaeological Open Air Museum di Poggio Imperiale che continua a crescere e a trasformarsi. E’ stato inaugurato oggi, 22 settembre, il terzo lotto di lavori all’Archeodromo di Poggibonsi, ricostruzione in scala reale e in progress del villaggio di IX-X secolo scavato all’interno della Fortezza Medicea dagli archeologi dell’Università di Siena.

Il villaggio altomedievale è il primo museo open air dedicato all’Alto Medioevo. Ne è stata aperta una prima porzione nell’ottobre 2014 e una seconda nel gennaio 2016. Nei mesi scorsi è iniziata una nuova fase con una serie di lavori manutentivi come la demolizione delle tettoie collocate negli spazi aperti, la riparazione delle pareti, del colmo e del manto di copertura dei tetti delle capanne, la realizzazione di fosse di regimazione delle acque. Quindi si è proceduto con la preparazione degli spazi destinati a nuove ricostruzioni di strutture fra cui la capanna su cui si sono concentrati i lavori e che è stata realizzata. I lavori di questo terzo lotto sono stati realizzati da Archeotipo srl, società di archeologi ex spin off dell’Università di Siena che opera nel parco e nel museo open air, con il sostegno da Estra Spa che ha contribuito tramite lo strumento dell’Art Bonus.

La nuova capanna abitativa (“C32”, scavata nel 2004) ha dimensioni di 6×5 metri e un’altezza intorno ai 4,50 metri, coerentemente alla documentazione archeologica. Si tratta di una struttura ad armatura di pali semplice, rettangolare, due navate, elevati in terra pressata (due piani tramite soppalcatura, pavimentazione in terra battuta, due focolari uno interno, l’altro esterno).

“Il rigore scientifico rappresenta l’autentica forza di questo innovativo progetto che parla di formazione, didattica, cultura e turismo – dice il sindaco di Poggibonsi David Bussagli – In questi pochi anni di vita il nostro Archeodromo ha suscitato un crescente interesse nella comunità scientifica e accademica, e ha accolto un crescente numero di visitatori, studenti, appassionati. Parliamo di oltre 30mila visitatori annuali, di oltre 5mila studenti da tutta Italia che nell’ultimo anno scolastico hanno fatto di questo luogo meta della loro gita. Nell’occasione di questa terza fase di lavori è diventato anche luogo di inclusione e di integrazione, qualificando ulteriormente l’intero percorso. Nostro impegno è andare avanti per implementare questo museo open air che è la punta di diamante del Parco della Fortezza Medicea di Poggio Imperiale su cui portiamo avanti una progettualità di lungo respiro che fa della storia e dell’identità una leva di sviluppo. Grazie a chi ci ha sostenuto e a chi è al nostro fianco in questo percorso”.

 

“Aver contribuito in modo significativo, tramite lo strumento dell’Art Bonus, all’implementazione dell’Archeodromo della Fortezza Medicea di uno dei maggiori Comuni soci di Estra – dichiara l’Amministratore Delegato di Estra, Alessandro Piazzi – rappresenta motivo di soddisfazione e di orgoglio. Si tratta infatti di un’opera assai rilevante sotto il profilo culturale e divulgativo che va ad accrescere l’offerta museale archeologica e formativa di un territorio, elevandone attrattività scientifica e didattica, non soltanto territoriale ma in un ambito di interesse che non conosce confini”.

 

“Una nuova capanna nell’Archeodromo di Poggibonsi – ha precisato la professoressa Gabriella Piccinni, direttrice del dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena – arricchisce il villaggio che da anni viene pazientemente ricostruito dai nostri archeologi, coordinati da Marco Valenti, che dopo aver varie campagne di scavo dedicate alla conoscenza scientifica del sito di IX-X secolo hanno intrapreso – con un successo di pubblico inaspettato – un percorso di restituzione ad un pubblico più largo del loro patrimonio di conoscenze”.

 

“Qui – dice il professor Marco Valenti, direttore scientifico del progetto e del Parco – i risultati della ricerca sono trasmessi con una continua attività di archeologia sperimentale e di storytelling, ovvero narrazione di fatti e avvenimenti che collegano il vissuto degli abitanti del sito al più ampio contesto storico del Medioevo. Si tratta di una soluzione espositiva di forte impatto che consente ai visitatori di immergersi negli spazi di vita propri del periodo altomedievale e di toccarne con mano le forme, le dimensioni e le caratteristiche sino alla percezione delle atmosfere, dei suoni e dei rumori, degli odori, arrivando alla comprensione dei rapporti sociali e gerarchici in atto. Gli archeologi, in abito storico e attivi nei mestieri antichi, parlando e agendo in modo comprensibile per il visitatore, producono l’effetto di stimolarne l’interesse e la curiosità fino a farlo divenire fruitore attivo di cultura. Il progetto dell’Archeodromo ha cercato di conferire un valore aggiunto al dato archeologico, attraverso un più articolato programma di diffusione delle conoscenze, fondato sull’azione e quindi sulla comunicazione visiva e verbale, cercando di dare al tempo stesso un contributo allo sviluppo economico e alla crescita identitaria della comunità locale. Una strategia condivisa tra l’Amministrazione comunale, l’Università, la collettività e il pubblico che sta davvero traghettando il patrimonio storico, archeologico e culturale al ruolo che gli compete”.

 

“L’Archeodromo rappresenta un caso museale assolutamente virtuoso da molti punti di vista, come attestano i numerosi premi – aggiunge Elisa Bruttini, Responsabile Scientifico di Fondazione Musei Senesi – Dopo il contributo di Arcus ottenuto tramite Fondazione Musei Senesi, certo essenziale per l’inizio dei lavori, grazie al sostegno del Comune e all’intraprendenza del direttore e del suo staff il progetto ha saputo amplificare la propria risonanza con un’efficace strategia di marketing e comunicazione, che dal profilo Facebook, sempre aggiornato con il racconto delle fasi di costruzione delle capanne, va al sito web, dove si possono misurare le skills degli abitanti del villaggio, e ancora arriva al catalogo dell’offerta didattica e degli eventi speciali; allo stesso tempo, sono state attivate iniziative scientifiche di rilievo, non ultimo il percorso dedicato alle persone con Alzheimer che vede coinvolti altri musei della città e del territorio”.

Il progetto. L’Archeodromo, primo museo open air dedicato all’alto medioevo, è un villaggio carolingio ricostruito in scala reale sulla base di quanto emerso nella campagna scavi portata avanti dall’Università di Siena sulla collina di Poggio Imperiale. Il progetto è nato con risorse Arcus SpA e sulla volontà della Fondazione Musei Senesi e del Comune di Poggibonsi, con il supporto scientifico dell’Università di Siena. Fondamentale il supporto logistico-operativo e didattico-divulgativo di Archeotipo srl e dell’Associazione Culturale Started e quello gestionale di Fondazione Elsa. Nell’ottobre 2014 è stata inaugurata la prima porzione del villaggio a cui ha fatto seguito la realizzazione di altre strutture tanto che ad oggi sono presenti una longhouse (abitazione della famiglia dominante), una capanna contadina con aia e pollaio, la forgia del fabbro, un forno da pane, due pagliai e l’orto, altri manufatti provvisori per attività artigianali, una nuova capanna abitativa. Nelle prossime settimane prenderanno il via nuovi lavori ricostruttivi. Complessivamente, da progetto esecutivo approvato dal Comune, il villaggio è composto di diciassette strutture riscontrate nello scavo.

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