Unistrasi celebra la Liberazione con “L’Agnese va a morire”: lettura corale con Jasmine Trinca

Al termine inaugurata anche un’installazione con i resti del relitto della strage di Cutro donati all’Ateneo

Di Simona Sassetti | 23 Aprile 2026 alle 15:30

Si è svolta stamani, nell’aula magna Virginia Woolf dell’Università per Stranieri di Siena, la lettura collettiva del romanzo “L’Agnese va a morire” di Renata Viganò, iniziativa promossa in vista delle celebrazioni del 25 aprile per ricordare la Resistenza, il valore della Liberazione e il ruolo delle donne nella costruzione della democrazia italiana.

All’incontro hanno preso parte il rettore Tomaso Montanari, la presidente di ANPI Siena Silvia Folchi, l’attrice e regista Jasmine Trinca, oltre a studentesse, studenti, docenti e rappresentanti del mondo accademico e culturale. Tra gli interventi anche quelli di Daniela Brogi, Stefania Carpiceci, Giuseppe Marrani, Rossella Menna e Matilda Nika.

L’iniziativa ha proposto un racconto corale del celebre romanzo pubblicato nel 1949, una delle opere più significative dedicate alla Resistenza italiana. Al centro, il punto di vista delle donne e delle persone comuni travolte dalla guerra, in un intreccio che continua a parlare al presente attraverso i temi della libertà, dell’impegno civile e dell’eguaglianza.

Jasmine Trinca ha richiamato il valore del 25 aprile come momento di memoria attiva. “L’importanza della memoria, che però non è soltanto memoria, non è soltanto un ricordo, è qualcosa che ci abita continuamente”, ha detto l’attrice, sottolineando anche il ruolo femminile nella storia: “La storia viene fatta dalle donne”. Un riferimento che si lega direttamente alla lettura de L’Agnese va a morire, testo che rimette al centro l’esperienza delle donne nella Resistenza.

Sul significato istituzionale della giornata si è soffermato il rettore Tomaso Montanari, che ha definito il 25 aprile una ricorrenza strettamente connessa ai principi costituzionali. “Le università della Repubblica non possono che essere università antifasciste perché la nostra Costituzione è antifascista in ogni parola, in ogni virgola, in ogni spazio”, ha affermato. Montanari ha poi indicato nell’articolo 3 della Costituzione il riferimento centrale della giornata: “Il valore del 25 aprile è tutto nell’articolo 3 della Costituzione”.

Il rettore ha inoltre collegato la Liberazione al percorso che conduce alla piena affermazione della democrazia repubblicana, ricordando che “il 25 aprile è la liberazione ma la libertà stabilmente arriverà il 1 gennaio del 48 con l’entrata in vigore della Carta Costituzionale”. In questo quadro si inserisce anche la scelta del romanzo di Renata Viganò, richiamata dallo stesso Montanari: “Lo faremo leggendo L’Agnese va a morire, cioè un capolavoro in cui la protagonista è una donna scritta da una donna”.

A spiegare il senso culturale dell’iniziativa è stata anche Daniela Brogi, che ha ricordato come proprio il 23 aprile 1976 morisse Renata Viganò, una coincidenza significativa che ha dato ulteriore forza alla giornata. Brogi ha definito “L’Agnese va a morire” un “romanzo straordinario della Resistenza”, troppo spesso letto solo come documento storico e non anche come grande opera letteraria. Da qui l’idea di costruire un “laboratorio di comunità, cioè di voci”, mettendo insieme studenti, docenti e ospiti in una lettura scenica corale.

Al termine dell’incontro è stata inaugurata anche un’installazione con i resti del relitto della strage di Cutro, donati all’Ateneo dall’associazione Walk & Clean Sinalunga. Un gesto che l’Università per Stranieri ha voluto accogliere legandolo al proprio ruolo di luogo di incontro tra lingue, culture e persone, ma anche di spazio chiamato a interrogarsi sulle tragedie del presente.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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