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Test medicina: ottima prova per uno studente senese

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David Fiorentini si piazza al 44° posto a livello nazionale

“Gli esami non finiscono mai”. Ognuno di noi si è trovato a farci i conti, almeno una volta nella vita. Per David Fiorentini, studente senese in uscita dal liceo scientifico, l’esame con la “E” maiuscola è stato il test di ammissione alla Facoltà di Medicina. E i risultati sono stati ottimi, con un quarantaquattresimo posto nazionale. Il percorso di David, per l’ammissione a medicina, è iniziato addirittura oltremanica.

“Pensavo di sostenere il test di ammissione alla facoltà di Cambridge a novembre – racconta – all’inizio del mio quinto anno di liceo. Purtroppo, le conoscenze che il sistema inglese richiede sono diverse rispetto a quelle italiane. Semplicemente non ero pronto”.

Da lì, la scelta di prepararsi per le facoltà italiane, durante la quinta. L’ansia sale, e un amico consiglia a David di contattare Leonardo Vincio e la sua Better Test, nata circa quattro anni fa proprio per preparare gli studenti al test di medicina.

David, quando è iniziata la preparazione?

“Durante l’anno scolastico. All’inizio con due lezioni a settimana. Uno scenario sostenibile, considerando anche l’imminente maturità. Da fine luglio, poi, il ritmo si è fatto molto più serrato”.

Quando e come è maturato il tuo risultato?

“Passo dopo passo, nelle lezioni e negli esercizi. E’ un mondo diverso rispetto alla scuola. L’obiettivo è il test di ammissione e tutto è pensato in sua funzione. Una valutazione iniziale delle mie competenze e poi tanta pratica, con esercizi e prove in itinere per monitorare i miei progressi. Consiglio a tutti di testare il proprio punto di partenza. Anche il 31 ottobre è possibile farlo gratuitamente all’evento organizzato da BetterTest” (clicca QUI per le informazioni).

Che cosa ha di speciale la prova di ammissione a medicina?

“Innanzitutto la formula. Cento minuti per sessanta domande a risposta multipla. La scuola non ti prepara a qualcosa del genere. Con Leonardo, invece, alcune simulazioni sono addirittura ridotte a sessanta quesiti in ottanta minuti, per testare lo stress”.

A proposito di stress, quanto incide sul risultato finale?

“Molto. E anche per questo la preparazione mi è servita. Anziché studiare a casa, ho fatto esercizi quotidiani con colleghi-concorrenti. Leonardo mi ha seguito passo dopo passo, con un contatto quotidiano”.

Hai avuto la sensazione che molti studenti raccontano, quella di non farcela?

“C’è stato certamente un punto di svolta. A circa un mese dal test, Leonardo mi ha scritto su whatsapp. Il testo era semplice, ma piuttosto diretto: «O studi, oppure non passi il test». Ho capito che ci voleva uno sforzo supplementare. Mi ero un po’ adagiato sugli allori dopo un ottimo voto di maturità, ma avevo fiducia nel metodo, che monitorava costantemente l’evoluzione delle mie competenze nei vari ambiti richiesti dalla prova”.

Che significa “fiducia nel metodo”?

“Eravamo oltre venti studenti e quasi tutti abbiamo centrato l’obbiettivo. La media nazionale è di uno su sei”.

E adesso, quale è la prossima tappa?

Sorride. “Iniziare a studiare!”