Tina Montinaro incontra i ragazzi della Cecco Angiolieri di Siena: "Mio marito continua a riempirmi la vita dopo 31 anni"

La vedova di Antonio Montinaro, capo scorta di Giovanni Falcone ucciso nella strage di Capaci, incontra i ragazzi delle scuole di Siena: "Molti di loro si sono commossi. Devono stare attenti e non essere indifferenti, avere coraggio e farsi le domande"

Di Claudio Coli | 10 Gennaio 2024 alle 18:00

“Mio marito continua a riempirmi la vita dopo 31 anni”. È con gli occhi lucidi e un immenso orgoglio che Tina Montinari parla del marito Antonio Montinaro, capo scorta di Giovanni Falcone deceduto tragicamente a 29 anni seguito della strage di Capaci del 23 maggio 1992, quando la Mafia fece esplodere il tratto di autostrada A29 alle porte di Palermo per uccidere il magistrato antimafia, sua moglie Francesca Morvillo, e appunto gli agenti di scorta della Polizia Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.

Per la prima volta oggi Tina Montinaro, che dopo la morte del marito ha dedicato la vita alla lotta alla Mafia e alla sensibilizzazione sul tema con i più giovani raccontando il sacrificio del marito (è presidente dell’associazione Quarto Savona Quindici, la Croma blindata su cui viaggiavano gli agenti della scorta di Falcone) è giunta a Siena, per incontrare i ragazzi della scuola media Cecco Angiolieri, e domani parteciperà ad un secondo incontro alle scuole di Rapolano Terme e Asciano. Nel pomeriggio di oggi poi l’incontro con la stampa presso la Questura di Siena, dove a fare gli onori di casa c’era il Questore della provincia di Siena Pietro Milone.

Non è facile raccontare a ragazzi così giovani cosa è la Mafia e cosa ha significato per la storia italiana la strage di Capaci, ma Tina è donna forte, decisa e diretta, e usa un linguaggio semplice per coinvolgere gli studenti sul tema. “Racconto cosa è successo e chi era Montinaro, un poliziotto che decise nel 1986 di scortare Falcone, l’ha sempre fatto con senso del dovere, ai ragazzi spiego che non è un eroe, non è un angelo, ha fatto un giuramento alla Repubblica e mai un passo indietro. Dopo 31 anni continua a riempirmi la vita, mi ha dato l’orgoglio di camminare in questo paese a testa alta” sottolinea Tina Montinaro.

“Molti ragazzi si sono commossi – spiega in relazione all’incontro a Siena – hanno letto un libro uscito nel maggio scorso, ‘Non ci avete fatto niente’, ed infatti la Mafia ha perso, la Polizia gli ha dato una grande mazzata ed è venuta fuori la coscienza dei palermitani, a me il sorriso non è stato tolto e non ho abbassato la testa”.

“Credo ancora nella giustizia – afferma – nello Stato, mio marito ci credeva, ho la certezza che la verità verrà fuori. Ancora oggi non è stata fatta chiarezza, il dolore appartiene a me e alla Polizia di Stato, la memoria è di tutti, non dobbiamo dimenticare chi erano questi uomini. Molte cose non sono risolte, non mi aspettavo che tanti collaboratori di giustizia uscissero così presto, l’ergastolo ostativo lo abbiamo noi familiari. La Polizia di Stato però è stata per me sempre una certezza, non mi ha mai lasciata sola”.

“Oggi la Mafia ha cambiato volto, sta ovunque, è più difficile accorgersi di chi sono, sono nei posti di potere. Ai ragazzi – conclude – diciamo di stare attenti e non essere indifferenti, devono farsi delle domande ed essere coraggiosi”.

Claudio Coli

Nato a Siena il 20-07-1990, è iscritto all'ordine dei giornalisti come giornalista pubblicista dal 25 marzo 2013. Ha iniziato a scrivere di sport, in particolare di pallacanestro, seguendo l'epopea della Mens Sana Basket negli anni duemila. È poi passato alla cronaca locale e da alcuni anni si occupa anche di cronaca nera e giudiziaria.



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