Toscana, senza immigrazione una regione più vuota: 410mila residenti stranieri in più dal 1991

Crescono le seconde generazioni e diminuisce la disoccupazione, ma restano forti divari nella scuola e nel lavoro. Al via anche il percorso verso il nuovo Libro Bianco per una Toscana accogliente, solidale e plurale

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L’immigrazione in Toscana è sempre più una realtà strutturale e radicata nel territorio. È la fotografia restituita dal Rapporto sull’immigrazione in Toscana 2026, curato dalla Regione Toscana, dall’Osservatorio Sociale Regionale e da Anci Toscana e presentato il 30 settembre a Palazzo Strozzi Sacrati, a Firenze.

Sono 433.381 le persone straniere residenti in Toscana, pari all’11,8% della popolazione complessiva. Una percentuale che sale al 15% considerando l’intera popolazione con background migratorio, comprese quindi le cittadine e i cittadini italiani nati all’estero e le seconde generazioni. La Toscana risulta la terza regione italiana per incidenza della popolazione straniera.

Un cambiamento profondo se si guarda indietro: nel 1991 le persone straniere rappresentavano appena lo 0,6% della popolazione regionale. Da allora la crescita della componente straniera, pari a circa 410mila persone, ha compensato la perdita di oltre 280mila residenti italiani, contribuendo a mantenere numericamente stabile la popolazione toscana.

«La popolazione straniera costituisce una componente essenziale della nostra società e del suo futuro», ha sottolineato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, evidenziando il contributo delle persone con background migratorio anche al mondo del lavoro e alla tenuta demografica della regione.

La presenza sul territorio non è però uniforme. L’incidenza della popolazione straniera nelle diverse zone distretto oscilla dal 6,75% al 22,46%, con il valore più alto registrato nell’area pratese. Nel 2025 cambia inoltre la comunità straniera più numerosa della Toscana: quella cinese, con 69.255 residenti, supera quella romena, ferma a 68.882.

Un ruolo sempre più rilevante è assunto dalle nuove generazioni. Nell’anno scolastico 2024-2025 gli studenti con cittadinanza non italiana sono stati 67.899, il 17,1% del totale, e circa due su tre sono nati in Italia.

«Non parliamo di numeri, ma di persone con un radicamento sempre più profondo», ha dichiarato l’assessora regionale all’accoglienza e immigrazione Alessandra Nardini, sottolineando la necessità di costruire politiche capaci di accompagnare una società sempre più plurale.

Il Rapporto mette tuttavia in evidenza anche i divari ancora esistenti. Nelle scuole superiori gli studenti con background migratorio si concentrano maggiormente negli istituti professionali e presentano un tasso di insuccesso scolastico del 24%, contro l’8% degli studenti italiani.

Sul fronte del lavoro, la disoccupazione della popolazione straniera è scesa dal 22% del 2018 al 10% del 2024. Il tasso di occupazione resta però inferiore a quello della popolazione italiana: 60,1% contro 68,5%, con un divario particolarmente marcato per le donne. Cresce invece l’imprenditoria: nel 2025 le imprese a conduzione straniera hanno raggiunto quota 59.255, pari al 17,5% del totale regionale.

I dati riguardano anche welfare, salute e accoglienza. Al 15 luglio 2026 la Toscana ospitava 9.627 persone nel sistema di accoglienza, pari al 7,4% del dato nazionale, con una rete SAI composta da 1.995 posti distribuiti in 161 Comuni.

La presentazione del Rapporto ha segnato anche l’avvio del percorso partecipato che, attraverso incontri nei territori e il coinvolgimento di diversi soggetti, porterà alla stesura del nuovo “Libro Bianco per una Toscana accogliente, solidale e plurale”, dedicato a buone pratiche e proposte per l’inclusione delle persone con background migratorio.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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