Tra acqua e bronzo, i ritrovamenti di San Casciano. A Contignano, l'archeologo Marco Pacifici racconta il santuario del Bagno Grande

Domenica 20 settembre, alle 17.30, nuovo appuntamento con “Libri nel borgo” nella Biblioteca comunale “Oriana Fallaci”

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È dedicato allo straordinario scavo del santuario etrusco-romano del Bagno Grande, a San Casciano dei Bagni, il nuovo incontro della rassegna “Libri nel borgo”, in programma domenica 20 settembre 2026 (ore 17.30), nella Biblioteca comunale di Radicofani a Contignano, intitolata a Oriana Fallaci (al termine dell’incontro verrà offerto un piccolo rinfresco) Protagonista dell’iniziativa, dal titolo “Tra acqua e bronzo” sarà l’archeologo Marco Pacifici, ricercatore dell’Università per Stranieri di Siena e componente del gruppo di studiosi impegnato nel progetto del Bagno Grande.
Pacifici, che ha dedicato specifiche ricerche agli ex-voto anatomici e alle offerte in metallo rinvenute nella vasca sacra, accompagnerà il pubblico dentro lo scavo, spiegando che cosa raccontano i bronzi, come vengono interpretati dagli archeologi e perché questo ritrovamento sta modificando profondamente le conoscenze sul mondo etrusco e romano. Il Bagno Grande permette di comprendere il rapporto che le comunità antiche avevano con il corpo, la malattia, la cura, l’acqua e il sacro. Le statue e gli ex voto anatomici – gambe, braccia, piedi, orecchie e altre parti del corpo – erano doni, richieste di guarigione o ringraziamenti. Le iscrizioni in etrusco e in latino testimoniano, inoltre, il passaggio tra due civiltà non come una brusca cancellazione, ma come una lunga convivenza di lingue, riti e forme di devozione.

Lo scavo, avviato nel 2019, ha conquistato l’attenzione internazionale nel 2022, quando dalla vasca emersero oltre venti statue in bronzo in eccezionale stato di conservazione, insieme a migliaia di monete e offerte votive. Le successive campagne hanno ampliato ulteriormente la portata della scoperta. Nel 2024 sono riemersi il muro che delimitava lo spazio sacro, parti del tempio costruito attorno alla sorgente, altri importantissimi reperti e oltre diecimila monete di età repubblicana e imperiale. La campagna di scavo del 2026 sta aggiungendo nuovi capitoli a questa storia. Sono affiorati elementi della copertura del tempio romano, un grande edificio della fine del Trecento, alcune sepolture e materiali compresi fra il VI e il XII secolo. Protagonisti di questa avventura sono gli archeologi, i restauratori, gli studiosi di numerose discipline e gli studenti provenienti da università di tutto il mondo. Lo sono soprattutto le comunità locali e le istituzioni che hanno saputo trasformare una scoperta in un grande progetto pubblico di conoscenza. Non potrebbe esserci sede più significativa della Biblioteca comunale di Contignano per condividere questa esperienza.
Nell’antico castello della Val d’Orcia, la biblioteca è diventata in poco tempo un presidio culturale e sociale. Nel suo primo anno di attività ha registrato circa 250 prestiti in un paese di circa 280 residenti, mentre gli incontri mensili richiamano lettori anche dagli altri centri del territorio. La sua comunità di riferimento è ormai più vasta della comunità anagrafica del paese. È un risultato che premia la scelta lungimirante del Comune di Radicofani, capace di considerare la cultura come un servizio essenziale. La rassegna “Libri nel borgo”, realizzata grazie all’impegno della biblioteca e del suo prezioso gruppo di volontari, porta ogni mese a Contignano autori, ricercatori, docenti e argomenti di qualità. Dimostra così che le distanze dai grandi centri possono essere ridotte e che una biblioteca può diventare il luogo nel quale una comunità si incontra, si riconosce e continua a immaginare il proprio futuro. Domenica 20 settembre, alle ore 17.30, sarà possibile scoprire da vicino una delle avventure archeologiche più affascinanti del nostro tempo, ascoltandone il racconto dalla voce di uno dei suoi protagonisti.

 



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