Tre mesi fa la sentenza di reintegro, ma il maestro Fontani non ha ancora riavuto la cattedra

“Sono vittima di una cinica e dura persecuzione contro un insegnante che non ha precedenti nella storia della nostra Scuola Pubblica repubblicana”

Non bastano una sentenza di Tribunale e il decreto di Corte Appello che la conferma per avere il reintegro del maestro Adriano Fontani,  che a tre mesi e mezzo dalle decisioni della giustizia, non ha ancora riavuto il posto alla scuola di Asciano. Fontani perse il posto, secondo alcune ricostruzioni, in seguito alla sua fuoriuscita da un gruppo di testimoni di Geova, che avrebbero dato vita a fenomeno persecutori e di ostracismo assecondati da una scuola laica fin dal settembre 2005, culminati nel licenziamento dell’ottobre 2016 da parte dell’ufficio scolastico regionale della Toscana.

“Ormai questi abusi post-sentenza in serie – ha detto –  hanno per me un solo vantaggio: non esiste più nessuno che dubiti che io sia vittima (da 15 anni) di una cinica e dura persecuzione contro un insegnante che non ha precedenti nella storia della nostra Scuola Pubblica repubblicana. Aggiungo che l’USR di Firenze che blocca tutto, ad adiuvandum è stato informato per iscritto dal nuovo DS che il mio Reintegro è vivamente caldeggiato con convinzione da singoli genitori e rappresentanti di classe di tutte le 5 classi della Primaria “Rodari” di Arbia che mi vorrebbero come maestro dei loro figli,  dal nuovo DS e dalla Vicaria, da tutto il personale della Segreteria, dagli ultimi 3 precedenti DS che si sono succeduti ad Asciano,e quindi invitato dal nuovo DS a fare il tanto agognato Decreto di Reintegro”.

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