La Walking Francigena Ultramarathon è molto più di una sfida sulla distanza, lo dimostra la storia di Luca Aiello, atleta paralimpico non vedente che ha completato tutti i 130 chilometri da Siena ad Acquapendente, accompagnato da Guido Genovese. Partito sabato mattina da piazza del Duomo con il pettorale 3026, insieme a migliaia di altri camminatori, Aiello ha affrontato l’intero itinerario fino al traguardo, diventando, secondo quanto riportato dall’organizzazione, il primo non vedente a completare la tratta integrale della manifestazione.
A raccontare la sua esperienza è stato Ruggero Vannelli, presidente di GTS Outdoor e organizzatore della WFU, attraverso un post sui social che ha messo in evidenza il significato di un’impresa capace di andare oltre il risultato sportivo. La storia di Aiello dà un significato concreto al tema dell’accessibilità, in un’edizione che ha visto la partecipazione di circa 90 persone con disabilità, anche grazie alla collaborazione con la Fondazione Mazzola e la Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Nata nel 2018, la Fondazione Mazzola promuove lo sport come strumento di inclusione sociale, autonomia e benessere per le persone con disabilità e in condizioni di fragilità. Un impegno che si traduce nel sostegno a progetti e organizzazioni capaci di rendere la pratica sportiva più accessibile.
Il messaggio della decima Walking Francigena Ultramarathon passa anche da qui: rendere il cammino un’esperienza realmente aperta a tutti, valorizzando le capacità di ciascuno e creando le condizioni per partecipare insieme, al di là delle differenze.
I 130 chilometri percorsi da Luca Aiello sono così diventati uno dei racconti più significativi di questa edizione: una storia di determinazione e condivisione che ricorda come l’inclusione non sia soltanto un principio da dichiarare, ma un obiettivo da realizzare, passo dopo passo, lungo la strada.