Un servizio che non aspetta più le persone, ma va direttamente a cercarle. È questo il senso della nuova “stazione di posta itinerante” inaugurata oggi pomeriggio ai giardini della Lizza, nel cuore di Siena, in Viale Rinaldo Franci. Un camper attrezzato, pensato per intercettare i bisogni più nascosti e raggiungere chi vive in condizioni di marginalità, portando servizi essenziali direttamente sul territorio, anche nelle aree più periferiche della provincia.
Un progetto definito “innovativo e concreto” dall’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Siena, Micaela Papi, che ha sottolineato come “i servizi devono andare incontro a chi ha bisogno”. Il mezzo, ha spiegato, si muoverà tra diversi comuni – da Asciano a Rapolano, da Sovicille a Radda – offrendo non solo assistenza primaria, ma anche orientamento e supporto amministrativo. “L’obiettivo è semplice ma fondamentale: non lasciare nessuno indietro”.
Sulla stessa linea il presidente della Società della Salute Senese, Giuseppe Gugliotti, che ha parlato di “un passo avanti di grande valore”, sottolineando la capacità del camper di portare servizi direttamente nei luoghi dove emergono le necessità. A bordo saranno disponibili assistenza di base, centri di ascolto e perfino servizi per la cura personale, come la possibilità di fare una doccia: “Le persone potranno avvicinarsi direttamente e usufruire dei servizi messi a disposizione”.
Un’iniziativa che guarda alla prossimità, come evidenziato dal direttore della SdS Senese, Lorenzo Baragatti: “Non possiamo aspettare che le persone vengano da noi, dobbiamo andare noi da loro”. Il progetto si inserisce infatti in un percorso più ampio di contrasto alla povertà estrema, dopo l’apertura della stazione di posta fissa, e punta a raggiungere chi vive ai margini, spesso senza punti di riferimento.
Presente anche il cardinale, Paolo Augusto Lojudice, che ha definito il camper “un’occasione per essere ancora più vicini a tutti”, soprattutto a chi “non si avvicina, non conosce o non sa di poter chiedere aiuto”. Un progetto che affianca, senza sostituirli, i servizi già attivi sul territorio, rafforzando la rete tra istituzioni, volontariato e realtà ecclesiali. E proprio al termine della cerimonia, dopo la benedizione e il taglio del nastro, è stato lo stesso cardinale Lojudice a salire a bordo del mezzo e a mettersi alla guida per testarne simbolicamente il funzionamento, tra curiosità e sorrisi dei presenti. Un gesto che riassume lo spirito dell’iniziativa: avvicinarsi, concretamente, a chi è più lontano.
