Unità Covid-19 alle Scotte: istituite tre aree per le attività assistenziali

Riorganizzazione delle aree per rispondere meglio alle esigenze e ai bisogni di salute dei cittadini che vengono curati in tre diversi settori in base alla gravità della malattia e alle sue complicanze

Nuova organizzazione delle attività del padiglione Covid-19 al policlinico Santa Maria alle Scotte. Sono state infatti istituite tre aree di attività clinico-assistenziale a cui far afferire i professionisti della Covid-19 Unit, coordinata dal professor Federico Franchi, cioè il team multidisciplinare completamente dedicato ai pazienti affetti da coronavirus. La responsabilità organizzativa e professionale dell’Area a Media Intensità assistenziale è stata affidata alla dottoressa Serafina Valente, direttore del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare; l’Area Medico-Chirurgica è invece affidata al professor Bruno Frediani, direttore del Dipartimento Scienze Mediche; l’Area di Alta Intensità Assistenziale è stata affidata al dottor Egidio Mastrocinque, anestesista-rianimatore dell’UOC Anestesia e Rianimazione DEA e dei trapianti.

“Abbiamo ritenuto importante organizzare per aree di cura il padiglione Covid-19 – spiega il direttore sanitario, Roberto Gusinu – per rispondere meglio alle esigenze e ai bisogni di salute dei cittadini che vengono quindi curati in tre diversi settori in base alla gravità della malattia e alle sue complicanze: terapia intensiva, terapia sub-intensiva e degenza controllata, con un team dedicato che, in base al caso clinico, utilizza il mix di terapie più adatto, comprese quelle in sperimentazione. Nell’area di terapia intensiva ci sono i pazienti più gravi, che richiedono l’assistenza artificiale meccanica alla respirazione; nell’area sub-intensiva invece – prosegue Gusinu – ci sono i pazienti con difficoltà respiratorie che effettuano l’ossigenoterapia tramite dei caschi respiratori CPAP (Continuous Positive Airway Pressare), che permettono una ventilazione a pressione positiva continua tramite supporti trasparenti e leggeri che si fissano attorno alla testa. Il personale è dotato di tutti i dispositivi di protezione individuale, come da normativa, e sta davvero facendo il massimo per far fronte a questa emergenza”.

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