Vendemmia 2026, il presidente del Consorzio del Brunello Bartolommei: "Il caldo non ha influito sulla qualità"

Il presidente Bartolommei: "Diminuisce il consumo di Brunello, soprattutto tra i giovani. Buon riscontro invece per il Rosso di Montalcino"

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Caldo prolungato che ha influito sulla vendemmia 2026. Anche Montalcino ha risentito degli effetti delle alte temperature, ma la vendemmia  si avvicina con un quadro positivo per i vigneti: uve sane, nessun particolare problema per le piante. La raccolta partirà con circa una settimana di anticipo, lunedì 7 settembre, soltanto alcune aziende hanno già iniziato da alcuni giorni.

“Il caldo è iniziato intorno al 15 giugno e lo stiamo protraendo ormai da tre mesi, afferma  Giacomo Bartolommei, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino.. La situazione chiaramente non è stata semplice nella prima fase, ma poi sono intervenute piogge a intervalli regolari, come capita spesso anche nel territorio di Montalcino, che hanno permesso di mitigare un po’ gli effetti del caldo. Oggi, se guardiamo allo stato sanitario e fisiologico delle viti,  possiamo  dire che c’è un’annata bellissima da questo punto di vista. Abbiamo zero problemi di malattie, uve sane e, soprattutto, vigneti ancora in vegetazione. Al 3 settembre registriamo ancora vigneti in pieno sviluppo vegetativo. La situazione è anche paradossale per certi versi, però siamo molto contenti perché le uve sono molto belle e lasciano presagire una bellissima annata. Alla fine tutto questo si traduce in circa una settimana di anticipo rispetto a un inizio vendemmia che era previsto intorno al 15 settembre. Partiremo invece già all’inizio della prossima settimana, quando la maggior parte delle aziende inizierà la raccolta. Alcune hanno già cominciato, soprattutto quelle con vigne più giovani”.

Un’annata che, nonostante le temperature elevate, lascia quindi ben sperare per la qualità del Brunello. Ma le sfide per il settore non arrivano solo dal clima: anche il mercato sta cambiando, con consumi in evoluzione, nuove abitudini e una domanda che guarda sempre più a vini freschi e a fasce di prezzo accessibili.

“Il mercato globale chiaramente è in una fase di stasi. Il Brunello e Montalcino non sono esenti da questa situazione perché, vuoi o non vuoi, il vino  non è un bene di prima necessità. Il Brunello, come tanti altri vini, sta quindi attraversando una fase di fermo. Stiamo registrando comunque dei movimenti e vediamo che qualcosa si muove. È chiaro che ci vorrà del tempo prima che la situazione si ristabilisca e si normalizzi. Quello che vediamo soprattutto sulle fasce più giovani è che il consumo di Brunello è più limitato, quasi sicuramente anche perché si tratta di una fascia di prezzo un po’ più proibitiva per un pubblico giovane. Buon riscontro invece sul Rosso di Montalcino”.



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