Il vicesindaco Mancuso a Radio Siena Tv: “Sempre più lontano da questo Pd”

Il vicesindaco di Siena durante “Il Bianco e il Nero”: “Mi sento a disagio”

“Le separazioni sono sempre dolorose, chi le vive con leggerezza non capisce l’importanza di un patrimonio di affetti, prima ancora che intellettuale e culturale. La scissione nel Pd mi ha creato una lacerazione interiore e non l’ho vissuta bene, ma è altrettanto sbagliato non comprenderne le ragioni. Uno dei grandi mali della sinistra è rimanere in superficie rispetto ai cambiamenti della società e non capire perchè non si riesce più a parlare a coloro che stanno peggio. Ci sono settori sociali che non hanno rappresentanza politica e la cercano nei movimenti populisti. Mi fa soffrire ma ne comprendo le ragioni”. Così il vicesindaco di Siena Fulvio Mancuso ai microfoni di Alessandro Lorenzini durante l’ultima puntata de “Il Bianco e Il Nero”, in onda su Radio Siena Tv, a proposito della scissione nel Partito Democratico.

Dentro o fuori dal Pd? – ha aggiunto – Mi sento molto a disagio perchè ho creduto ad un certo punto che un progetto di rinnovamento della sinistra e della politica in generale comunque rimanesse coerente rispetto ad un perimetro di valori, cioè occuparsi delle persone che stanno peggio. Purtroppo ho visto un’azione sia politica che di governo che parlano un altro linguaggio, cioè quello di una forza neoliberista, molto simile a quello che facevano altri che stavano più a destra del Pd. Questo mi spinge a non sentirmi più a casa mia. Sostanzialmente guardo con molto interesse a quello che si sta muovendo a sinistra, fuori dal Pd. Uno spazio che guarda ad un ceto sociale al quale non riusciamo più parlare. Queste ragioni mi spingeranno a seguire quello che succede fuori dal Pd nel settore progressista e riformista“.

“Quello – ha concluso parlando di Siena-  che farà Fulvio Mancuso nel 2018 non ha importanza. E’ importante che prosegua un progetto iniziato qualche anno fa. Nel 2013 avevano tre obbiettivi, io e il gruppo dentro e fuori dal Pd. Favorire uno spazio di libertà diffuso in città, fra le persone e neegli organi di comunicazione; lavorare in uno spazio di serietà amministrativa, dopo il crollo della così detta autarchia; stimolare un rinnovamento sulle cose e non sulla sostituzione delle persone. Sui primi due devo dire che abbiamo lavorato bene, anche se la guardia deve rimanere alta. Sul terzo credo che ancora non ci siamo, perchè in questo momento leggo la politica cittadina e ciò che si svolge nel Pd in particolare come uno spazio di conservazione in cui il rinnovamento si fa sulle pedine e non sulle cose per la città“.

E’ possibile rivedere l’intera puntata de “Il Bianco e il Nero” a questo link.

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