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Mps, si va verso l’aiuto di Stato

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Oggi la chiusura della conversione dei bond per aumento di Mps

Ultime ore di attesa per conoscere la sorte di Mps. Alla vigilia della chiusura delle conversioni dei bond subordinati in azioni e della tranche di aumento di capitale destinata a risparmiatori e azionisti, il clima e’ di preoccupazione. Giovedi’ l’operazione di mercato si chiudera’ definitivamente e i numeri diranno se il piano da 5 miliardi e’ andato in porto. Ma gia’ questa sera il quadro sara’ chiaro. Per il momento, pero’, sono deboli le speranze di salvare la banca solo grazie al mercato e di poter fare a meno dello Stato. Il provvedimento annunciato dal premier Paolo Gentiloni e dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan prevede interventi da 20 miliardi, compresi quelli “di rafforzamento patrimoniale”, per tutti gli istituti in difficolta’. “Ove ci fosse necessita’ di un eventuale decreto – ha assicurato il ministro – sara’ cura del Governo di fare in tempi rapidi”.

La mossa del Governo ha avuto un riflesso sulla Borsa. In Piazza Affari tutte le banche sono salite. Solo l’istituto senese ha chiuso in terreno negativo, cedendo lo 0,43% a 18,54 euro, ma fermando l’emorragia di lunedi’, quando il titolo ha lasciato sul campo l’11,04%. L’intervento dello Stato metterebbe a rischio azionisti e possessori di bond subordinati. Per questo, ha confermato un portavoce dell’Ue, sono in corso “contatti costruttivi” tra il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis, la commissaria Margrethe Vestager e il ministro Padoan. L’obiettivo e’ mitigare le conseguenze sui risparmiatori. Certo e’ che fra il salvataggio sul mercato e il salvataggio di Stato c’e’ un ampio ventaglio di possibilita’ intermedie. L’opzione che verra’ scelta dipendera’ anche da quanto Mps riuscira’ a raccogliere con l’aumento di capitale. Pure l’ex premier Silvio Berlusconi ha palesato la disponibilita’ della sua forza politica ad aiutare Siena. “Il Monte dei Paschi – ha detto il leader di Forza Italia durante il ricevimento al Quirinale – va salvato assolutamente, checche’ ne dica l’Europa: altrimenti ci sarebbe un disastro per la nostra storia e il nostro Paese”. Disco verde anche dal governatore di Bankitalia, Ignazio Visco: “Occorrono regole chiare e imparziali e la capacita’ di prendere decisioni discrezionali tempestive – ha scritto nella postfazione a un libro di Luigi Einaudi – Per le banche cio’ implica, in presenza di rischi sistemici, la possibilita’ di ricorrere a una rete di sicurezza pubblica, nel caso Ue anche sovranazionale”. Al momento, le prospettive sulla riuscita del piano di mercato non sono rosee.

Finora, dalla conversione dei bond in mano ai risparmiatori sono arrivati 500 milioni di euro. A questi vanno aggiunti i 200 milioni della conversione dei titoli Fresh, in possesso ad alcuni fondi, fra cui Attestor. Visto il clima non particolarmente sereno in cui si sta svolgendo l’operazione, a Siena il risultato viene guardato con ottimismo, ma l’auspicio e’ di arrivare a 1-1,5 miliardi. Meno fiducia la ispira l’aumento di capitale, che finora non starebbe riscuotendo particolare successo. Anche i grandi fondi, come quello sovrano del Qatar, al momento non hanno battuto colpo. Il cda di Mps si riunira’ a breve per seguire le fasi finali dell’operazione, gia’ oggi pomeriggio il board si ritrovera’ a Rocca Salimbeni. E da li’ attendera’ il verdetto. Nel pomeriggio di ieri, a Siena si e’ riunita la Deputazione amministratrice della Fondazione Mps. L’ente starebbe studiando un’adesione parziale all’aumento di capitale della banca. Questo potrebbe comportare una diluizione della quota della Fondazione, che al momento e’ dello 0,7%