Unione Corale Senese e l’Eremo di Lecceto: musica, patrimonio e un appello alla città

Masi: "La bellezza è una ricchezza non solo spirituale, ma anche economica per il nostro territorio"

Di Redazione | 11 Maggio 2026 alle 19:00

Un fine settimana denso di musica e impegno civile. Alessandro Masi, presidente dell’Unione Corale Senese, racconta i due appuntamenti che hanno visto protagonista il coro: il concerto a sostegno dell’Eremo di Lecceto e la partecipazione alle Giornate di Primavera a Vagliagli, promosse dall’Associazione Berardenga e dal Comune di Castelnuovo Berardenga, con al centro il genius loci e la valorizzazione del territorio.

Un weekend “all’insegna della bellezza”

“Sicuramente è stato un fine settimana all’insegna del contributo alla bellezza: prima a Lecceto, con un evento straordinario a supporto del progetto delle monache, poi domenica a Vagliagli per le Giornate di Primavera.”

Per Masi la bellezza non è solo ispirazione, ma capitale sociale e volano economico per Siena e il suo hinterland. E nel racconto del presidente affiora anche la recente soddisfazione per il recupero di un’opera d’arte trafugata, grazie all’impegno della compagnia di Ponte allo Spino: un segnale di attenzione concreta verso il patrimonio.

“La bellezza è una ricchezza non solo spirituale, ma anche economica per il nostro territorio.”

“Oggi salvaguardarla significa ricomporre l’armonia in un mondo in cui pace e conflittualità incidono sempre più sulle nostre vite.”

L’appello per l’Eremo di Lecceto

La mobilitazione per l’eremo, simbolo identitario di Siena, ha colpito la cittadinanza. Alla domanda sulla difficoltà del momento, Masi non nasconde l’urgenza, ma guarda con fiducia al lavoro in corso, anche grazie all’attenzione della Fondazione Monte dei Paschi — presente con il neopresidente, che guida anche l’Accademia Chigiana.

“È un monumento che ha bisogno di manutenzione e quindi di risorse. Stanno portando avanti un progetto con tante iniziative e sono fiducioso che la ristrutturazione arriverà in fondo.”

“È un interesse di tutti: le monache agostiniane sono custodi non solo dell’eremo, ma di una spiritualità che è parte dell’identità e della meraviglia della nostra città.”

L’obiettivo, insiste Masi, è proseguire l’opera di sensibilizzazione coinvolgendo istituzioni e comunità, affinché l’appello trovi risposte stabili e condivise.

La coralità come linguaggio identitario

Nel segno della solidarietà, la musica torna ad essere strumento di tutela del patrimonio e di coesione sociale. Per l’Unione Corale, è anche un modo per proiettare Siena nel futuro senza smarrirne le radici.

“La musica è un elemento identitario: dalla coralità delle contrade alla nostra tradizione, rappresenta un punto di forza da valorizzare.”

“È un linguaggio potente che può aiutare la ricerca di futuro della nostra città.”

Chiusura

“Siamo orgogliosi di questo fine settimana all’insegna dell’arte e della musica.”

Un orgoglio che, nelle parole di Masi, coincide con una responsabilità: tenere insieme bellezza, comunità e futuro, facendo della musica il ponte più solido tra memoria e rinascita.



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