Accordo governo-regioni su riaperture, Rossi: “Non sono d’accordo ma mi adeguo”

Il presidente della Regione Toscana non ha nascosto critiche e perplessità

Accordo nella notte tra Governo e Regioni, dopo una intera giornata di ordini e contrordini (LEGGI QUI).

Alla fine le Regioni hanno prima trovato l’accordo nella loro Conferenza. Poi, nella notte, il Consiglio dei Ministri ha di fatto recepito quanto concordato dalle Regioni. Ora mancano formalmente gli atti normativi, ma lunedi 18 maggio riaprono tutte le attività economiche, produttive e sociali (bar, ristoranti, stabilimenti balneari, parrucchieri, estetisti, piscine, palestre, musei) Per muoversi dentro la regione in cui si vive, a partire dal 18 maggio 2020, non sarà più necessaria l’autocertificazione. Gli spostamenti saranno liberi – anche se permane il divieto di assembramento – e si potrà far visita anche agli amici oltre che ai congiunti. In sostanza si potrà tornare a circolare liberamente. Non saranno più in vigore anche le limitazioni per andare nelle seconde case. Fino a domani si potrà andare solo dalla mattina alla sera per manutenzione: da lunedì invece sarà autorizzato anche il trasferimento nelle seconde case.

Restano invece in piedi quelle che sono le ultime e uniche regole per scongiurare i contagi: il distanziamento sociale, l’obbligo di usare le mascherine negli ambienti chiusi e quando non è possibile quello di mantenere le distanze, e il divieto di uscire di casa in presenza di sintomi. Per quanto riguarda alcune attività produttive, il protocollo approvato dalle Regioni prevede modalità molto precise: negli alberghi sarà sempre obbligatorio indossare la mascherina negli spazi comuni, così come nei negozi, dove verranno forniti guanti monouso per poter toccare la merce. Nelle spiagge libere sarà istituita una sorveglianza per il mantenimento della distanza di sicurezza, negli stabilimenti gli ombrelloni dovranno avere uno spazio disponibile di dieci metri; sdraio e lettini andranno disinfettati ad ogni cambio cliente. Il metro di distanza dovrà essere rispettato anche nei negozi di parrucchieri ed estetisti. Nei bar si entra solo con mascherina e dopo fila: l’ingresso sarà contingentato in base all’ampiezza del locale. Al ristorante, menù di carta, niente buffet e camerieri con guanti e mascherina. Tra un tavolo e l’altro dovranno esserci due metri. Sul fronte della prevenzione dei contagi, indispensabile dopo questa decisione di apertura totale, proprio ieri la Regione Toscana aveva varato un’ordinanza che prevede una precisa dinamica per test sierologici, tamponi e quarantene.

La rabbia di Rossi – Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, non ha gradito l’accordo Governo-Regioni sulla riapertura totale da lunedì 18 maggio, ma ha annunciato su Fb, che si adeguerà. Ieri aveva scritto: “Cresce la sindrome del tutto e subito. È comprensibile ma è pericoloso perché può provocare molti danni non solo alla salute ma anche all’economia”. Nella notte, con un altro post scritto dopo la scelta del Governo, non ha nascosto critiche e perplessità: Diversamente dalle decisioni, comunicate dal presidente Conte ieri mattina, di una ripartenza graduale e di una distanza di due metri per molte attività -. ha scritto Rossi – il governo ha deciso la svolta. O meglio, un vero contrordine. La distanza si è ridotta notevolmente, ad un solo metro, e l’elenco delle attività da riaprire si è allungato, praticamente a tutte e subito.

“La mia opinione– si legge nel post del Governatore – era e resta diversa ma non voglio che la Toscana sia penalizzata rispetto ad quadro nazionale di cui comunque tra poco tempo, quando a fine mese la circolazione tra regioni tornerà libera, finirebbe per risentire annullando gli effetti di eventuali interventi a favore di una maggiore sicurezza”.

“I nostri dati – ha scritto Rossi – sono migliori rispetto a quelli di tante regioni sia in termini di mortalità sia in termini di diffusione e controllo del contagio.Pertanto, oggi, appena saremo in possesso delle disposizioni nazionali, adotteremo, allineandoci con esse, le ordinanze regionali in Toscana.Avrei preferito maggiore cautela, ma sono sicuro che anche in questa nuova fase la Toscana riuscirà bene, e comunque meglio di tante altre regioni le quali, con alle spalle un quadro ben più drammatico, hanno fortissimamente voluto che si riaprisse tutto e subito e con il metro corto”.

“Pur nella consapevolezza delle oggettive difficoltà della situazione, l’impressione è che si proceda a colpi di strambate, a cambiamenti repentini: prima chiusure tardive e blande per certe realtà, poi blocchi totali a prescindere da ogni altra valutazione e infine aperture che preannunciano e spingono verso una normalità che purtroppo non esiste ancora – conclude –
Il mio timore è che così finiamo per lasciare sul campo effetti più pesanti di altri paesi, sia sul piano della salute che su quello economico.
Mi auguro sinceramente che non si debba tornare indietro. E che la ripresa delle attività sia realmente anche una ripresa economica. Ma questo è un altro argomento”.

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