Addio ad Alex Zanardi, l’uomo delle rinascite: Siena ricorda il drammatico incidente del 2020

Dalla Formula 1 agli ori paralimpici, fino alla lunga riabilitazione: Zanardi lascia un’eredità di coraggio, sport e resilienza

Di Simona Sassetti | 2 Maggio 2026 alle 10:25

Addio ad Alex Zanardi, l’uomo delle rinascite: Siena ricorda il drammatico incidente del 2020

È morto Alex Zanardi, ex pilota di Formula 1, campione paralimpico e simbolo universale di forza, coraggio e rinascita.

La notizia, annunciata dalla famiglia, chiude una storia umana e sportiva che per decenni ha commosso l’Italia e il mondo: quella di un uomo capace di rialzarsi dopo prove durissime, trasformando il dolore in una nuova sfida e la fragilità in esempio. Zanardi si è spento nella serata del primo maggio, circondato dall’affetto dei suoi cari.

Una vicenda che, inevitabilmente, parla anche al territorio senese. Fu infatti in provincia di Siena, il 19 giugno 2020, che Zanardi rimase coinvolto nel gravissimo incidente in handbike destinato a segnare l’ultima parte della sua vita. Il campione stava partecipando a una tappa di “Obiettivo Tricolore” quando, lungo la strada tra Pienza e San Quirico d’Orcia, sulla statale 146, entrò in collisione con un camion che procedeva in senso opposto. Le sue condizioni apparvero subito disperate.

Trasportato d’urgenza al Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, Zanardi fu sottoposto a un delicatissimo intervento di neurochirurgia. Da quel momento iniziò una nuova lunghissima battaglia, fatta di operazioni, terapie intensive, trasferimenti in strutture specializzate e riabilitazione. Ancora una volta, come già dopo il terribile incidente automobilistico del 2001 in Germania, Zanardi provò a rispondere alla vita con la sua tenacia.

Il giorno dell’incidente a Pienza

Quel pomeriggio di giugno resta impresso nella memoria di tutti.  Siena Tv seguì fin dalle prime ore la notizia del grave incidente, raccontando il ricovero alle Scotte e poi gli sviluppi dell’inchiesta. Nei giorni successivi emerse anche il tema delle comunicazioni relative al passaggio della staffetta: il sindaco di Pienza, Manolo Garosi, dichiarò a Siena Tv che il Comune era stato informato soltanto di un saluto istituzionale e non di gare o manifestazioni.  Sul piano giudiziario, l’inchiesta fu poi archiviata dal gip di Siena. Non vennero riconosciute responsabilità a carico del camionista coinvolto nell’impatto. Una pagina dolorosa, che rimase comunque legata in modo profondo al territorio senese, perché proprio da Siena partì una delle battaglie più difficili della vita di Zanardi.

L’uomo che non si arrese mai

Nato a Bologna nel 1966, Zanardi aveva attraversato più vite sportive. Prima il kart, poi le formule minori, la Formula 1, l’esperienza americana nella Cart, quindi il ritorno nel Circus. Nel 2001, al Lausitzring, l’incidente che gli costò l’amputazione di entrambe le gambe. Sembrava la fine di tutto, ma per Zanardi fu l’inizio di una nuova storia.

Il ritorno allo sport arrivò con l’handbike e con una carriera paralimpica straordinaria: quattro ori tra Londra 2012 e Rio 2016, titoli mondiali, imprese sportive e una popolarità costruita non solo sulle vittorie, ma sul modo in cui quelle vittorie venivano vissute e raccontate. Zanardi non è stato soltanto un atleta: è stato un linguaggio. Un modo di stare davanti alle difficoltà, senza retorica e senza resa.

Il suo sorriso, la sua ironia, la capacità di parlare della disabilità senza vittimismo e della fatica senza eroismi facili lo avevano reso un punto di riferimento per generazioni diverse. Ogni sua apparizione pubblica portava con sé un messaggio semplice e potentissimo: non sempre si può scegliere ciò che accade, ma si può provare a scegliere come attraversarlo.

L’eredità di Alex Zanardi

Oggi lo sport piange un campione, ma l’Italia saluta soprattutto un uomo che ha saputo riscrivere il significato della parola limite. Per Siena e per la sua provincia resta anche il ricordo di quel giorno del 2020, del silenzio improvviso lungo una strada della Val d’Orcia, dell’arrivo disperato alle Scotte, dell’apprensione collettiva di un territorio intero.

Alex Zanardi lascia un’eredità che va oltre le piste, oltre le medaglie, oltre i record. Lascia la testimonianza di una vita vissuta fino in fondo, anche quando la vita sembrava chiedergli l’impossibile. E forse proprio per questo, più che un addio, il suo nome continuerà a essere pronunciato come si pronunciano le storie che restano: con rispetto, gratitudine e commozione.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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