Preoccupazione e richiesta di un confronto più approfondito con la Regione sulla normativa che disciplina le strutture ricettive extra-alberghiere e gli affitti turistici. A sollevare le criticità è il sindaco di Pienza, Manolo Garosi, che mette in guardia sugli effetti concreti della legge regionale 61 del 2024, in particolare sull’obbligo di cambio di destinazione d’uso degli immobili da residenziale a turistico-ricettivo.

“Con la normativa così com’è scritta – spiega Garosi – rischiano di chiudere una cinquantina di attività, soprattutto affittacamere e strutture extra-alberghiere”. Secondo la norma, queste realtà dovrebbero infatti adeguarsi attraverso un cambio di destinazione urbanistica, un passaggio che, in un contesto come quello di Pienza, presenta ostacoli rilevanti.
Il Comune, patrimonio mondiale Unesco, è sottoposto a vincoli stringenti: “Nei nostri strumenti urbanistici – sottolinea il sindaco – i cambi di destinazione d’uso sono ammessi solo in casi estremi, per superfici superiori ai 400 metri quadrati e con limiti complessivi molto rigidi. Questo significa che molte piccole unità abitative oggi adibite a bed and breakfast o affittacamere non potrebbero ottenere il cambio d’uso, con la conseguente chiusura delle attività”.
Nei giorni scorsi, gli assessori regionali competenti hanno annunciato una proroga dei termini e la volontà di rivedere la norma. Una disponibilità accolta positivamente, ma che per Garosi deve tradursi in un vero percorso di confronto: “Serve un’interlocuzione più serrata con la Regione, anche tramite ANCI, per arrivare a un’applicazione serena della legge, che non crei disagi né agli uffici comunali né alle attività economiche”.
Il sindaco ribadisce di non essere contrario alla regolamentazione del settore, anzi: “Già due estati fa avevo guardato con favore all’idea di porre regole più stringenti, come avevano fatto alcune grandi città. Un conto è bloccare o limitare le nuove aperture, un altro è costringere a chiudere chi già opera. Dobbiamo tutelare chi ha investito e, semmai, studiare limiti per il futuro”.
Il tema è stato al centro anche di un recente incontro promosso da ConfCommercio di Siena, al quale era presente anche il Comune di Pienza. “Il primo campanello d’allarme – ricorda Garosi – è arrivato proprio da ConfCommercio, che ha scritto a tutti i Comuni. Da lì è partito un approfondimento con i nostri uffici per valutare l’impatto reale della norma sul territorio”.
Per il sindaco, nella revisione della legge dovranno essere coinvolti tutti i soggetti interessati: “Devono avere voce le associazioni di categoria, ma anche le amministrazioni comunali e la cittadinanza. Questa normativa incide sul settore economico, sull’ente pubblico e sulla vita dei residenti”.
In un territorio in cui il turismo rappresenta una componente essenziale dell’economia locale, l’obiettivo resta quello di trovare un equilibrio tra regolamentazione e tutela delle attività esistenti: “La strada – conclude Garosi – è conciliare il mantenimento di chi lavora oggi con una pianificazione più attenta per il futuro, soprattutto in realtà delicate come i centri storici e i siti Unesco”.