Anno Santo Francescano, il 17 ottobre la messa del Cardinale Lojudice all'Alberino e l'inaugurazione dei lavori di restauro

La storia del Santuario di San Francesco all’Alberino è direttamente legata alle visite di San Francesco nella città di Siena

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Sabato prossimo, 17 ottobre 2026, alle ore 18, il Card. Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino presiederà la Santa messa presso la parrocchia di San Francesco all’Alberino.
Alle ore 19 si terrà la processione dalla chiesa grande alla “chiesina” con la traslazione della statua di san Francesco. Per l’occasione verranno benedetti i lavori di restauro appena ultimati. Nell’anno celebrativo dell’ottavo centenario della morte di San Francesco di Assisi il Parroco della Parrocchia di San Francesco all’Alberino di Siena, don Massimo Meioli, in piena e sentita condivisione con gli abitanti del quartiere di Ravacciano, ha ritenuto significativo e importante procedere con interventi di particolare cura per il restauro e la ristrutturazione del Santuario Francescano dell’Alberino, situato nel territorio della Parrocchia stessa.
Da sempre, il Santuario Francescano dell’Alberino ha rappresentato, e continua a rappresentare, un particolare luogo di culto e di preghiera per gli abitanti del quartiere e dell’intera città di Siena.
Oggi funge da chiesa sussidiaria inserita nel tessuto parrocchiale, dal profondo valore affettivo e spirituale per gli abitanti della zona e sempre più sta diventando una tappa importante anche dei cammini di fede e riflessione francescana all’interno del territorio senese.
La storia del Santuario di San Francesco all’Alberino è direttamente legata alle visite di San Francesco nella città di Siena, dove il Santo ha sempre avuto una accoglienza calorosa e devota e dove dettò il suo “piccolo testamento” o “testamento di Siena”.Il più noto testo di Francesco dal sapore di “testamento spirituale” è quello redatto nelle settimane immediatamente precedenti la sua morte, probabilmente nel settembre del 1226. In realtà, però, sono stati tramandati due diversi opuscula (scritti) chiamati entrambi “testamento”. Accanto al più lungo e celebre testo, è stato conservato anche una breve testo, noto come il Testamento di Siena, dettato dal Santo nella primavera dello stesso anno. Il Santo si trovava nella città toscana di Siena quando, a seguito di un prolungato peggioramento della salute, i compagni temettero il peggio e gli chiesero di lasciare loro le sue “ultime volontà”.



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