Dai restauri aperti al pubblico ai nuovi allestimenti, fino al legame sempre più forte con la città: “Siena mi emoziona ogni anno di più e il Palio è un’atmosfera unica al mondo”. Il Palio, per Axel Hémery, è un tempo sospeso, capace di raccontare l’anima più autentica di Siena. Un’esperienza che, anno dopo anno, continua a sorprenderlo e che si intreccia con la missione che da tempo porta avanti alla guida dei Musei Nazionali di Siena: trasformare la Pinacoteca e gli altri luoghi della cultura in spazi sempre più vivi, aperti e vicini ai cittadini.
Ospite di Buongiorno Palio, a cura di Simona Sassetti, su Siena Tv, Hémery ha raccontato il percorso compiuto in questi anni, i progetti in corso e la visione che accompagnerà il futuro dei musei senesi. “Ci vorrebbe una vita per parlare bene del Palio. Ogni anno si accresce la mia conoscenza e soprattutto il piacere di vivere questo tempo sospeso, questi giorni eccezionali in cui si avverte un’atmosfera unica al mondo”.
Un legame destinato a proseguire anche grazie al rinnovo del suo incarico. “Sono molto contento di essere stato confermato per altri quattro anni. Potrò continuare a vivere questa città meravigliosa, con cui il legame proseguirà anche oltre il mio mandato”.
Una Pinacoteca sempre più aperta ai senesi
Quando arrivò a Siena, Hémery aveva un obiettivo preciso: fare in modo che la Pinacoteca e gli altri musei nazionali non fossero percepiti soltanto come luoghi per turisti, ma come patrimoni vissuti quotidianamente anche dai senesi. Una missione che, a suo giudizio, ha iniziato a dare risultati importanti. “È stato un lavoro collettivo, di una squadra straordinaria e di una città che ha accettato questo percorso. Ora però dobbiamo compiere un secondo passo: offrire ai senesi uno strumento moderno, bello e flessibile, un luogo dove abbiano ancora più voglia di entrare, conoscere e comprendere l’arte”. Una trasformazione che entrerà nella sua fase più visibile entro la fine dell’anno, quando saranno restituiti al pubblico gli spazi interessati dagli interventi di riqualificazione.
L’opera d’arte resta al centro, ma cambia il museo
Per Hémery esiste un principio che non può essere messo in discussione. “L’opera d’arte è e resterà sempre al centro di tutto. Senza l’incontro diretto con un’opera originale non esiste il museo”.
Attorno a quell’incontro, però, può e deve cambiare tutto il resto. Nuovi linguaggi, nuove modalità di comunicazione, maggiore accessibilità, servizi innovativi e strumenti capaci di rendere il museo accogliente per pubblici sempre più diversi, compresi coloro che oggi ancora non frequentano questi luoghi.
Tecnologia sì, ma senza perdere l’identità
La rivoluzione digitale e l’intelligenza artificiale rappresentano una sfida anche per il mondo museale. Per il direttore dei Musei Nazionali di Siena, però, innovazione significa soprattutto valorizzare il patrimonio. “Stiamo lavorando sulle collezioni come non era mai stato fatto, sia sull’inventario sia sulla loro diffusione online. Vogliamo costruire un’identità forte dei Musei Nazionali di Siena, capace di raccontarsi anche attraverso gli strumenti digitali”. L’obiettivo non è sostituire l’esperienza della visita, ma ampliarla e renderla accessibile a un pubblico sempre più vasto.
Gli Amici della Pinacoteca e una comunità che cresce
Tra i risultati che Hémery rivendica con maggiore soddisfazione c’è anche la nascita di una rete di cittadini che oggi sostiene attivamente la Pinacoteca.
Gli Amici della Pinacoteca, spiega, “hanno contribuito a far conoscere il museo attraverso il passaparola e la partecipazione. È stato importante creare una comunità capace di raccontare il valore della Pinacoteca e di invitare altri cittadini a viverla”.
I giovani? Non basta imitare ciò che hanno già
Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda il rapporto con le nuove generazioni. Hémery invita a superare alcune scorciatoie.
“Non credo che si attirino i giovani semplicemente proponendo nei musei ciò che già trovano a casa, come il gaming. Bisogna invece accompagnarli nella scoperta dell’opera d’arte, con strumenti nuovi, dal fumetto al teatro, ma senza perdere il valore dell’incontro autentico con il patrimonio”. Per il direttore il compito del museo è quello di accompagnare ogni visitatore, adulto o bambino, in un’esperienza di conoscenza e libertà.
Le opere ritrovate e gli eventi che uniscono la città
Tra i progetti che meglio rappresentano il lavoro svolto in questi anni, Hémery cita le ricomposizioni di importanti capolavori dispersi nel tempo. “Dalla Pala dell’Osservanza alla Pala dei Gesuati, ricongiunta con il frammento proveniente dal Louvre, fino agli appuntamenti che hanno portato musica, teatro e danza negli spazi museali e a Villa Brandi. Esperienze che hanno trasformato il museo in un luogo di incontro e partecipazione”.
Il prossimo appuntamento: il restauro dal vivo di Matteo di Giovanni
Lo sguardo è già rivolto ai prossimi eventi. “L’8, 9 e 10 luglio il pubblico potrà assistere dal vivo al restauro della grande pala di Matteo di Giovanni proveniente dalla chiesa di Santa Maria delle Nevi”. Un’occasione rara per osservare da vicino il lavoro della restauratrice della Pinacoteca, Benedetta Paolino, dialogare con lei e scoprire da vicino il delicato lavoro che restituisce nuova vita ai capolavori dell’arte. Un altro tassello di quel museo aperto, partecipato e sempre più vicino alla città che Axel Hémery immagina per il futuro di Siena.