Bassetti: "Quello dei microbi è ancora un mondo tutto da scoprire"

Il celebre infettivologo ha presentato il suo libro all'interno del Festival della Salute. Sul Covid dice: "Non è lo stesso del 2020, bisogna continuare nella logica di non vivere nell'emergenza"

Di Redazione | 25 Novembre 2022 alle 14:34

È la lotta ai microbi, i nemici invisibili come li chiama il Professore di Malattie infettive e Infettivologo di fama mondiale Matteo Bassetti nel suo libro “Il Mondo è dei Microbi” la sfida più imminente per la medicina e la ricerca scientifica. Il celebre Professore è stato protagonista di uno dei tanti eventi inseriti all’interno dell’agenda del Festival della Salute, che si svolgerà a Siena fino a domenica.
Lo si è visto in questi lunghi anni segnati dal Covid: con i germi, i virus e i batteri si deve lottare, proteggendosi attraverso i vaccini e le cure, ma, allo stesso tempo, non si può che imparare a conviverci.

“La cosa che più mi ha appassionato professionalmente è la possibilità di lavorare alla scoperta di un mondo ancora tutto da scoprire. Perché a differenza di altre branche della medicina, quella delle malattie infettive è sempre in divenire”.

Sul Covid il Professore e Direttore della Clinica di Malattie Infettive del San Martino di Genova ci tiene a ribadire che non si tratta dello stesso virus “aggressivo” del 2020 ma da cui serve comunque proteggersi con i richiami al vaccino soprattutto per gli anziani e i fragili.

“Il covid di oggi – conclude il Professor Bassetti – non è più quello del 2020, sia perché la quasi totalità degli italiani è protetta almeno dalle forme più impegnative, sia perché il virus è mutato e l’attuale variante Omicron è meno aggressiva delle precedenti. Andremo incontro ad un inverno dove avremo qualche problema, non credo per la popolazione, ma per una minoranza di persone fragili che non hanno fatto la dose di richiamo anche per colpa di una comunicazione assolutamente errata”.

Alla presentazione del libro dell’Infettivologo Matteo Bassetti era presente anche Fabrizio Landi, Presidente di Toscana Life Sciences. Tra i tanti argomenti legati alla ricerca medica e alla sanità il numero uno di TLS ha voluto approfondire il ruolo centrale che la città di Siena e la sua Provincia hanno storicamente avuto nel macro tema della scoperta di nuovi vaccini, un motivo in più per cui la città del Palio è stata scelta per la realizzazione del Biotecnopolo e dell’Hub antipandemico.

“Siena è un unicum nel mondo: su 90mila abitanti ce ne sono 5200 che lavorano nel settore delle scienze della vita, 3500 nel campo dei vaccini e dell’immunoterapia”.



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