Si muove qualcosa di concreto sul futuro dell’area Beko di Siena e, al centro delle prospettive di rilancio, emerge per la prima volta in modo esplicito l’interesse di un’azienda con sede a Sesto Fiorentino, già in rapporti con partecipate pubbliche, potenzialmente pronta a investire su gran parte del sito. La notizia è arrivata nel corso della commissione Garanzia e Controllo del Comune di Siena, dove sono state rese note le prime manifestazioni di interesse relative al complesso industriale, che si estende su circa 40mila metri quadrati. A illustrarle è stato Gabriele Corradi, consigliere nominato dall’amministrazione comunale all’interno di Sviluppo Industriale Siena, alla presenza anche di una delegazione dei lavoratori Beko.
Nel dettaglio, le manifestazioni di interesse finora emerse riguardano porzioni limitate dell’area e confermano un quadro ancora frammentato. Tra i soggetti citati figurano Galenica, interessata a circa 1.600 metri quadrati di magazzino, CIS, già fornitrice Beko, per circa 400 metri quadrati, Battistolli Sicurezza per altri 400 metri quadrati e Pianigiani Rottami 12mila metri quadrati in tre lotti. Si tratta, dunque, di realtà che guardano a spazi circoscritti.
È in questo contesto che assume particolare rilievo la dichiarazione di Corradi sull’interesse di un soggetto industriale: un’azienda di Sesto Fiorentino che, pur senza essere nominata, avrebbe la capacità di intervenire su “gran parte del perimetro”. Il nome non è stato reso pubblico per non condizionare le trattative ancora in corso, ma le parole pronunciate in commissione indicano una fase che potrebbe presto entrare nel vivo: “Dopo l’estate qualcosa di molto interessante”, ha dichiarato Corradi, aggiungendo poi “Entro l’autunno spendo la parola”. Un’indicazione temporale che lascia intendere come i prossimi mesi possano essere decisivi per capire se l’interesse si tradurrà in una proposta concreta e formalizzata.
Nel frattempo proseguono le operazioni preliminari sull’area: sono in corso i lavori di sgombero del perimetro, passaggio necessario in vista della successiva bonifica del sottosuolo, che resterà a carico di Beko. Sul piano amministrativo, Corradi ha sottolineato anche la volontà di accelerare i tempi delle procedure pubbliche, con l’obiettivo di evitare il ricorso a una gara europea per la progettazione e l’assegnazione dell’area, percorso che comporterebbe inevitabili allungamenti.