Covid, Bezzini: "la Toscana ha retto l’urto di un aumento esponenziale dei casi"

L’assessore è stato ascoltato durante la prima seduta della commissione Sanità e ha fornito il quadro aggiornato della situazione e delle strategie in atto. Sostegni: “Iniziamo un percorso di ascolto e di confronto”

Di Redazione | 18 Novembre 2020 alle 16:41

Covid, Bezzini: "la Toscana ha retto l’urto di un aumento esponenziale dei casi"

Regione Toscana, la prima seduta della nuova legislatura della commissione Sanità , presieduta da Enrico Sostegni (Pd), ha visto al centro dei lavori una comunicazione dell’assessore alla Sanità Simone Bezzini sull’emergenza Covid-19. Si inizia così un percorso, come ha sottolineato il presidente, di ascolto e di ricognizione per lavorare al meglio.

“Nella prossima seduta è già prevista l’audizione dell’assessore al Welfare Serena Spinelli sulle Rsa” ha spiegato. Bezzini ha fornito gli ultimi dati sull’emergenza: a ieri i ricoverati in Toscana erano 2.069, di cui 277 in terapia intensiva, ben 600 in più rispetto alla prima ondata del virus registrata nella scorsa primavera. I positivi sono attualmente 54 mila. “Il sistema della sanità toscana ha retto bene un’ondata che ha visto un indubbio momento di sofferenza soprattutto nei giorni a cavallo tra ottobre e novembre” ha spiegato. “In quei giorni i contagi sono cresciuti esponenzialmente e il sistema ha faticato a reggere l’urto, ma abbiamo recuperato. Sottolineo come attualmente il servizio sanitario regionale abbia in carico un totale di 100 mila persone da gestire per il Covid – ha aggiunto l’assessore -; un numero che dà l’idea della situazione complessa da affrontare”.

La Regione ha messo in campo nuovi strumenti con un’ordinanza del 24 ottobre e alcuni atti successivi. Per quanto riguarda i tamponi, attualmente in Toscana si effettuano ogni giorno dai 18 mila ai 22 mila test, sia molecolari che rapidi antigenici. “Abbiamo inviato 8 mila tamponi alle Rsa – ha detto Bezzini – e il recente accordo con medici di base e pediatri consentirà di aumentare ulteriormente il numero quotidiano, rendendoci una delle regioni in Italia che effettuano più tamponi”. Per quanto riguarda il tracciamento “con l’impennata dei contagi il sistema è entrato in sofferenza e siamo scesi sotto la soglia del 40%. Ma dal 24 ottobre abbiamo dato il via a tre centrali con 500 operatori e ad oggi siamo all’86% della capacità di tracciamento e stimiamo di tornare presto al 90%”, mentre per quanto riguarda la sanità territoriale e la presa in carico dei pazienti positivi, l’assessore ha precisato che le Usca (unità speciali di continuità assistenziale), che in precedenza erano 60, sono adesso salite a 118 grazie anche al reclutamento di medici, e questo consente di ridurre i ricoveri impropri e quindi la pressione sugli ospedali. Negli alberghi sanitari ci sono ad oggi 1000 posti disponibili. “Stiamo organizzando un collegamento degli alberghi con le Usca – ha aggiunto Bezzini – in modo che ogni unità possa seguire fino a 40 pazienti al giorno”. Sono cresciuti, da meno di 300 a 471, i posti di cure intermedie, che servono a facilitare il turn over negli ospedali, perché possono ospitare pazienti in via di guarigione ma che per vari motivi non possono ancora essere dimessi.

“Stiamo inoltre riorganizzando progressivamente la rete ospedaliera per gestire al meglio il flusso dei ricoveri e abbiamo semplificato e velocizzato le procedure di assunzione del personale sanitario, lasciando con Estar un bando costantemente aperto per gli infermieri. Infine – ha concluso l’assessore – stiamo monitorando e individuando ulteriori spazi per fare fronte ad eventuali situazioni eccezionali di aumento dei casi”.

“I dati illustrati oggi dimostrano che la Toscana non si è fatta trovare impreparata davanti all’emergenza – ha commentato alla fine il presidente della Commissione Enrico Sostegni – e sta rispondendo con l’aumento dei tamponi, dei posti letto, del tracciamento, delle Usca. Una strategia che certo non si improvvisa da un momento all’altro ma che è frutto del lavoro intenso e continuato degli ultimi mesi”.

Numerose le domande da parte dei membri della Commissione. Silvia Noferi (M5S), raccontando problemi che lei stessa ha riscontrato, ha commentato che “il fatto che l’epidemia sia esplosa provocando tante difficoltà è dovuta al fatto che la Regione non era pronta ad affrontare la seconda ondata, che sapevamo benissimo sarebbe arrivata” e ha chiesto chiarimenti sul mancato ritiro domiciliare da parte di Alia dei rifiuti dei pazienti Covid e sul blocco degli interventi per tumore. Secondo Diego Petrucci (FdI), che ha chiesto notizie sul tracciamento nelle scuole e sull’utilizzo degli ospedali periferici, “la situazione è sfuggita di mano, e in questo c’è una grave responsabilità del governo regionale che ha tardato 40 giorni a nominare l’assessore alla sanità”.

Anche Andrea Ulmi (Lega), vicepresidente della commissione, ha criticato “i ritardi della politica”, la mancanza di una cultura della gestione che porta, in alcuni ospedali, ad avere percorsi di ingresso comune per i pazienti Covid e gli altri, le difficoltà nel prenotare tamponi e vaccini; ha poi auspicato “più assunzioni a tempo indeterminato e incentivi economici per il personale sanitario”.

Da parte di Federica Fratoni (Pd) è stata espressa solidarietà a tutto il personale sanitario. “C’è stato un lavoro poderoso della macchina – ha detto la consigliera -. Se ad aprile si facevano 4 mila tamponi e ora 22 mila, vuol dire che è stato fatto un grande sforzo, così come nell’ampliamento dei posti letto, e in questo la funzione dei piccoli ospedali è fondamentale”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Andrea Vannucci (Pd), il quale, ringraziando i lavoratori della sanità, ha sottolineato come “per gestire 100 mila persone sia stato fatto uno sforzo titanico, che è frutto di un lavoro di programmazione e della capacità di espansione del sistema sanitario regionale”.

Anche Vincenzo Ceccarelli (Pd) ha ricordato tutte le persone in prima linea per la lotta al virus e ha spiegato che “nei mesi scorsi sono stati aumentati i posti di terapia intensiva, i collaboratori, le Usca. Se c’è stato un allentamento non è stato nell’organizzazione del servizio sanitario ma nella prevenzione, perché a un certo punto, a settembre e ottobre, si era diffusa l’idea che la seconda ondata non ci sarebbe stata o che non sarebbe stata così violenta”. Per questo, ha concluso il consigliere, “dobbiamo essere rigorosi sulla prevenzione in futuro: diamo tutti i ristori di cui c’è bisogno, ma stiamo chiusi il tempo necessario”.

Da parte di Giovanni Galli (Lega) sono giunte domande di chiarimento sulla mancanza di personale e sulla strategia da adottare in fase post-Covid. Donatella Spadi (Pd) ha osservato come “la situazione sia diversa ora rispetto alla primavera, perché sono state fatte scelte che consentano all’economia di reggere l’urto. Ma il sistema dell’emergenza funziona, e anche per le altre patologie”. “Magari tutti i mali derivassero dal ritardo nella nomina dell’assessore” ha replicato Simone Bezzini. “Quello che è successo in Toscana è successo in Italia e in Europa, anche dove non c’erano le elezioni”. L’assessore ha poi ricordato che da gennaio 2020 sono state fatte circa 5 mila assunzioni, circa la metà per rimpiazzare il turnover e il resto aggiuntivo per fronteggiare il Covid, che le aree aggiuntive individuate saranno attivate solo in maniera progressiva, di fronte a un eventuale aumento dei casi e, infine, per quanto riguarda i vaccini contro l’influenza, che la Toscana ha già distribuito 1 milione e 100 mila dosi, ben 400 mila in più rispetto all’anno scorso.



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