Celebrati a Siena i neolaureati e le neolaureate dell’Università di Siena che nel corso dell’ultimo anno accademico hanno conseguito la laurea triennale o magistrale. L’importante traguardo è stato festeggiato durante il Graduation Day, la cerimonia che si è tenuta nel pomeriggio del 13 giugno 2026 nella suggestiva cornice cittadina di Piazza del Campo.
Ospiti d’onore della sentita festa di laurea sono stati: Paolo Angelini, Direttore generale della Banca d’Italia e alumnus dell’Università di Siena e Cristiana Dell’Anna, attrice e apprezzata protagonista della serie “Gomorra”. Sono intervenuti il Sindaco di Siena Nicoletta Fabio, la presidente dell’Associazione USiena Alumni, Anna Prugnola e il neolaureato Augustine Chidera Oparah.
Quest’anno sono stati circa 800 coloro che hanno preso parte alla cerimonia, sul totale dei 2.969 laureate e laureati nell’anno, accompagnati dai familiari, provenienti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero.
Alle 17.30 il suono delle chiarine ha segnato l’inizio della cerimonia e il corteo accademico è entrato in piazza uscendo dal palazzo comunale. Il Rettore, le Direttrici e i Direttori dei Dipartimenti universitari e le altre autorità accademiche hanno quindi raggiunto il palco, prendendo posto per l’evento.
Il Rettore Roberto Di Pietra ha quindi rivolto un primo saluto e un sentito ringraziamento ai partecipanti, ai loro familiari e alle numerose autorità accademiche, civili, militari e religiose intervenute.
Ha inoltre espresso gratitudine al Comune di Siena per la concessione della piazza per questo significativo evento accademico. «Questo è un giorno di festa che si svolge nella consapevolezza di un contesto internazionale nel quale le guerre, le sopraffazioni e la brutalità mettono a dura prova il nostro “essere umani” e il nostro dichiararci civili. Questo è un giorno di festa che si colloca a pochi giorni dal 2 giugno 2026. In quel giorno ottanta anni fa il nostro Paese con il voto delle donne e degli uomini ha scelto la Repubblica, la democrazia e i diritti e doveri della nostra Costituzione. In quel giorno abbiamo scelto di sostenere l’autonomia delle Università e il loro essere luoghi di cultura, di scienza, di libertà e di inclusione».

Ha preso quindi la parola Nicoletta Fabio, Sindaco del Comune di Siena: «ll Graduation Day è una giornata speciale non soltanto per le laureate e i laureati, ma per tutta Siena. Piazza del Campo, cuore della nostra comunità e luogo simbolo della nostra identità, accoglie oggi centinaia di giovani che hanno scelto di studiare, crescere e costruire qui una parte importante del proprio futuro. A loro rivolgo, a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera città, le più vive congratulazioni per il traguardo raggiunto. La laurea è il risultato di impegno, sacrificio e determinazione, ma è anche il frutto di una comunità educativa fatta di famiglie, docenti, personale universitario e di una città che da secoli riconosce nella conoscenza uno dei propri valori fondanti. Siena è orgogliosa delle sue università e del legame profondo che le unisce al tessuto cittadino. A tutte e a tutti i laureati rivolgo l’augurio sincero di portare con loro l’esperienza vissuta qui, le relazioni costruite e la consapevolezza che il sapere è uno strumento di libertà e di crescita. Siena continuerà a considerarli parte della propria comunità, ovunque porteranno il loro talento e il loro percorso».

È seguito l’intervento di Paolo Angelini, Direttore generale della Banca d’Italia e alumnus dell’Ateneo, che ha ricordato gli anni della formazione universitaria a Siena e le esperienze maturate all’estero. Ripercorrendo il proprio percorso accademico e professionale, ha rivolto ai laureati alcune riflessioni personali: «La prima riguarda le competenze che avete acquisito in questi anni di studio. Sono il vostro lasciapassare per il mondo del lavoro, ma non sono un bagaglio statico.
Dovranno evolvere, a volte in modo radicale. L’aggiornamento professionale è sempre stato fondamentale, ma i cambiamenti in atto sono ancora più veloci che in passato – penso alle trasformazioni tecnologiche, all’intelligenza artificiale. La vostra laurea sarà il fondamento su cui costruire. Le organizzazioni in cui lavorerete vi offriranno iniziative di formazione.
Spetterà a voi sfruttarle, cogliere le opportunità che vi si presenteranno. La curiosità intellettuale, la disponibilità ad apprendere e ad abbandonare la zona di comfort sono un motore potente. Fate esperienze: tante, diverse, anche fuori dagli ambiti che conoscete meglio. Mettetevi in gioco. Ogni esperienza vi lascerà qualcosa, anche quelle che non vanno come speravate. Ma soprattutto: innamoratevi almeno un po’ del vostro lavoro. Buona parte della nostra vita è spesa lavorando; è importante essere contenti di quel che si fa. La seconda.
Coltivate le relazioni con i colleghi, con le persone che incontrate nei percorsi più diversi. Da ciascuno c’è qualcosa da imparare».

È stata poi la volta dell’attrice Cristiana Dell’Anna: «Vi guardo davvero con grande ammirazione, quella che fa gioire dei successi altrui e sognare di costruire i propri prendendo esempio. Io da voi. Non ho mai creduto fino in fondo all’idea che i modelli si trasmettano in maniera verticale e che nella ripetizione quasi automatica, monotona delle figure genitoriali, siano i figli a dover apprendere dai genitori. Tutt’altro! Le rivoluzioni e gli stravolgimenti vengono da sognatori come voi che rompono l’ordine delle cose e ribaltano le regole, creandone di nuove» «Se volete davvero sapere cosa vi aspetta nel futuro, il mio consiglio è di guardare il collega al vostro fianco, di vedere nel suo sguardo gli stessi desideri e timori che animano la vostra vita e di ricordarvi che non esiste una formula indiscutibile su come affrontare ciò che verrà. È nello sguardo del vostro compagno che forse potrete raccogliere la più grande ispirazione. È nel sapersi riconoscere in esso». «Riconoscersi. Sembra una cosa scontata, ma non lo è. E quando avviene, credetemi, è un’esperienza illuminante – ha proseguito Dell’Anna». «Sul palcoscenico l’identità la scegli, la studi, provi a capirne le sfumature e poi vestendola la abiti per un paio d’ore per qualche mese prima di lasciarla alle spalle e guardare alla prossima vita, al prossimo personaggio.
Se la vostra identità è frutto delle vostre scelte allora sarete davvero liberi. Liberi di poter fare di voi stessi il vostro progetto unico e autentico».
Poi una citazione da “Gli insegnamenti di Don Juan” di Carlos Castaneda: «Qualsiasi strada è solo una strada e non c’è nessun affronto, a se stessi o agli altri, nel lasciarla andare se questo è ciò che il tuo cuore ti dice di fare. Guarda ogni strada attentamente e deliberatamente. Mettila alla prova tutte le volte che lo ritieni necessario. Quindi poni a te stesso, e a te stesso soltanto, una domanda: “Questa strada ha un cuore?” Tutte le strade sono uguali; non portano da alcuna parte. […] “Questa strada ha un cuore? Se lo ha la strada è buona. Se non lo ha non serve a niente».

Ha quindi preso la parola Anna Prugnola, Presidente dell’Associazione USiena Alumni, che ha posto l’accento su valore delle relazioni: «Le relazioni sono importanti e lo saranno sempre di più. Tra le competenze del futuro, una delle più richieste sarà proprio questa: la capacità relazionale, l’empatia, la capacità di costruire fiducia. La tecnologia cambierà, l’intelligenza artificiale evolverà, ma nessuno potrà sostituire la qualità delle relazioni umane. Perché le relazioni non sono un algoritmo: sono presenza, ascolto, reciprocità, sono forza. E oggi, in questa piazza, questa forza la vediamo chiaramente. E non è un caso che ci troviamo proprio qui, in Piazza del Campo. Le piazze, da sempre, sono luoghi di incontro». «In un tempo in cui spesso prevale la tentazione di chiudersi, di distinguere ciò che è “dentro” da ciò che è “fuori”, – continua Anna Prugnola – la piazza ci ricorda che la crescita nasce dall’incontro, dalla contaminazione delle idee, dalla capacità di riconoscere nell’altro una risorsa e non una distanza. E forse è proprio questo il significato più profondo della forza delle connessioni: creare ponti dove sarebbe più facile costruire confini».

È seguito l’intervento di Augustine Chidera Oparah, neolaureato al corso di laurea magistrale in Biodiversity, conservation and environmental quality, che ha voluto sentitamente ringraziare l’Ateneo. Giunto nel 2022 dalla Nigeria ha portato avanti a Siena, sono le sue parole: «un percorso che ha richiesto profondità di coraggio, sacrificio, perseveranza e, soprattutto, gentilezza umana». Continua: «Qui ho trovato molto più di un’università: ho trovato una comunità. Un luogo dove trasformare le sfide in forza e la determinazione in risultati. Questo momento rappresenta qualcosa di ancora più grande. Dimostra che, indipendentemente da dove veniamo, i sogni possono diventare realtà». «Che il coraggio di partire, di mettersi in gioco, di non arrendersi mai, può cambiare il corso della nostra vita. Come molti di noi, ho affrontato momenti di incertezza e difficoltà personali. Ma è proprio in quei momenti che ho imparato il valore della resilienza, della disciplina e della fiducia nel futuro. Desidero ringraziare l’Università di Siena, che per me è stata non solo un luogo di studio, ma una vera casa di crescita umana e intellettuale. Qui ho imparato non solo la scienza, ma anche il rispetto per il sapere, per la diversità e per la responsabilità verso la società. A tutti noi laureati voglio dire: questo non è un punto di arrivo, ma un nuovo inizio. Portiamo nel mondo non solo ciò che abbiamo imparato, ma anche ciò che siamo diventati».

Ha preso nuovamente la parola il Rettore Roberto Di Pietra per il suo discorso: «Questo è un giorno speciale che l’Università di Siena dedica a voi per celebrare il conseguimento del titolo di laurea». «Il risultato che avete ottenuto non è stato facile da conseguire.
Avete dovuto superare numerosi ostacoli in un percorso che non è mai lineare. Dovete essere orgogliosi di voi stessi e dovete essere capaci di trarre da questo risultato gli stimoli necessari per il vostro futuro».
«Nel percorso che avete compiuto avete scelto l’Università di Siena, la città di Siena – o una delle sue sedi. Sono sicuro che portate nel vostro cuore i nostri luoghi. Nel percorso che avete compiuto a Siena e nella nostra Università avete trascorso un periodo importante della vostra vita e ora siete pronti per dare il vostro contributo per rendere migliore la nostra società, il nostro Paese e, magari, questo pianeta. Speriamo in voi e ne abbiamo un grande bisogno! Nel percorso che avete compiuto avete superato numerose difficoltà, ma avete anche vissuto momenti di soddisfazione. Sia le difficoltà che le soddisfazioni sono cose necessarie e utili. Nel percorso che avete compiuto siete cambiati. Nel vostro specifico corso di studi avete acquisito competenze, saperi e abilità.
Allo stesso tempo avete acquisito una più chiara conoscenza della vostra persona, di quello che siete e di quello che potete essere. Nel percorso che avete compiuto – e in quello che compirete – spero che l’Università di Siena rappresenti per voi una scelta importante nella vostra vita e nella vostra esperienza. Mi complimento e vi ringrazio per averci scelto! La vostra scelta conferma e rafforza la nostra determinazione a migliorare quello che siamo e quello che facciamo».

Continua il Rettore Di Pietra con un intervento incentrato sulla forza e il potere della gentilezza: «Il mondo è dei furbi?
No, il mondo è delle persone gentili! La gentilezza custodisce il segreto per instaurare relazioni solide, autentiche, di fiducia, relazioni che ci aiutano a conseguire i risultati desiderati in tutti gli ambiti della nostra esistenza privata e sociale. La gentilezza è un “bene” complesso e potentissimo, che appartiene a ciascuno di noi, ma che va riscoperto e praticato quotidianamente, perché porti i suoi frutti migliori. Il “potere della gentilezza” non è solo una frase fatta, ma una vera e propria forza relazionale e psicologica che può trasformare le interazioni umane e migliorare il benessere individuale. La gentilezza viene spesso confusa con la semplice buona educazione (che peraltro è di suo un bene assai scarso). La gentilezza è in realtà una scelta consapevole, un “bene complesso” basato su empatia, rispetto e autenticità. Nelle ricerche in psicologia gli aspetti chiave del potere della gentilezza sono legati ai seguenti punti. La gentilezza costruisce Fiducia e Relazioni. La gentilezza è fondamentale per instaurare relazioni solide e autentiche. La gentilezza è un’attitudine, non una debolezza. La gentilezza è una forma di forza interiore che disarma la negatività. La gentilezza è un potere che inizia trattando bene sé stessi. Questo permette di essere autenticamente gentili con gli altri. La gentilezza è una forza potente da diversi punti di vista. Un singolo atto di gentilezza può cambiare la giornata di qualcuno, spingendolo a fare lo stesso con altri. È un contagio positivo che migliora il clima sociale».

Il Rettore ha voluto infine citare Jacinda Ardern premier neozelandese (dal 2017 al 2023): «La Ardern nella sua autobiografia afferma, “Voglio che questo governo sia diverso”, “Voglio che le persone sentano che è aperto, che ascolta, e che riscopre la gentilezza”. “Gentilezza” questa era la parola. In un certo senso, è una parola da bambini. Semplice.
Eppure, racchiudeva tutto ciò che aveva lasciato in me un’impronta. Alcuni pensavano che la gentilezza fosse qualcosa di sentimentale, debole. Lo sapevo.
Ma sapevo che si sbagliavano. La gentilezza ha una forza e un potere che quasi nient’altro al mondo possiede. La nostra società, il nostro Paese ha bisogno della vostra gentilezza, coltivatela, fatela vostra, portatela sempre con voi.
Il mondo ne ha bisogno e il mondo ve ne sarà grato. Per favore siate gentili!».
È seguito quindi il momento della “chiamata” sul palco dei neo dottoresse e dottori per la fotografia ricordo con il Rettore e la Direttrice o Direttore del dipartimento di afferenza del corso di studi. Al termine, a sancire l’importante traguardo raggiunto, è arrivato il momento dell’abbraccio simbolico della comunità accademica con il corale lancio in aria del tòcco, un momento liberatorio e di gioia.
L’evento è stato accompagnato dal coro dell’Università di Siena, diretto dal Maestro professoressa Elisabetta Miraldi. Il coro, formato da componenti della comunità universitaria, fra studenti, docenti, personale ed esterni, che ha allietato l’evento con un ricco programma dal proprio repertorio.

Nato a Siena il dottor Paolo Angelini ha conseguito la laurea con lode in Economia all’Università di Siena nel 1986. Nel 1987 ha studiato alla Kansas University usufruendo di una borsa di studio “Fulbright”. Vincitore di una borsa di studio “Stringher” della Banca d’Italia e di una borsa dell’Ente Einaudi, nel 1988 si è trasferito alla Brown University, dove ha lavorato come assistente all’insegnamento e conseguito il master in Economia nel 1989 e il Ph.D. in Economia nel 1994. Ha iniziato a lavorare al Servizio Studi della Banca d’Italia nel 1990 e nel 2021 è entrato a far parte del Direttorio della Banca d’Italia come Vice Direttore generale. Il 1° aprile 2026 è stato nominato Direttore generale della Banca d’Italia e Presidente dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (Ivass), agendo anche come sostituto del Governatore in vari consessi europei e internazionali, tra cui il Financial Stability Board, il Consiglio generale della BCE, gli organi di vertice della Banca per i Regolamenti Internazionali, il G7 e il G20.
Cristiana Dell’Anna è nata a Napoli e a soli venti anni si è trasferita a Londra per studiare arte drammatica alla prestigiosa Drama Studio di Londra. Nella capitale inglese ha iniziato la carriera attoriale, debuttando a teatro nell’adattamento in lingua inglese del testo teatrale “Tutta casa, letto e chiesa” di Dario Fo e Franca Rame. Il ruolo di “Patrizia” in “Gomorra” ha consacrato Cristiana Dell’Anna al successo internazionale, in una serie venduta in 190 paesi in tutto il mondo. Nel 2021 ha recitato al fianco di Toni Servillo interpretando “Luisa De Filippo” in “Qui rido io”, per la regia di Mario Martone, ricevendo nell’occasione la candidatura al David di Donatello come Miglior Attrice Non Protagonista. Più di recente, ha avuto il ruolo da protagonista nel lungometraggio indipendente statunitense “Cabrini”, un film che parla di emancipazione femminile e di temi di straordinaria attualità come l’immigrazione e l’integrazione.




