Biotecnopolo, al via il progetto europeo IMPACT per sviluppare anticorpi monoclonali ad ampio spettro contro gli Orthopoxvirus

Alla base del progetto vi è l’approccio di Reverse Vaccinology 3.0, sviluppato da Rino Rappuoli, Emanuele Andreano e Jason S. McLellan che integra immunologia umana, biologia strutturale e intelligenza artificiale

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La Fondazione Biotecnopolo di Siena rafforza il proprio impegno nella ricerca europea sulle malattie infettive emergenti con l’avvio di IMPACT (Innovative Monoclonal Antibody Against Poxviruses for Advanced Countermeasures), il nuovo progetto finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma Horizon Europe dedicato allo sviluppo di anticorpi monoclonali ad ampio spettro contro gli orthopoxvirus, la famiglia di virus alla quale appartengono il virus del vaiolo, il virus Mpox e altri virus correlati. Il progetto, avviato ufficialmente con il kick-off meeting ospitato presso l’Universita di Siena, riunisce università, centri di ricerca e partner industriali di sei Paesi europei con l’obiettivo di sviluppare nuove contromisure terapeutiche basate sugli anticorpi monoclonali e rafforzare la capacità dell’Europa di rispondere a future minacce biologiche. Rino Rappuoli, Direttore Scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena, ed Emanuele Andreano, Responsabile del Laboratorio di Serologia ed Immunologia della Fondazione Biotecnopolo di Siena, sono la guida scientifica del progetto rispettivamente come coordinatore scientifico e leader scientifico. L’obiettivo di IMPACT è di sviluppare un anticorpo monoclonale precedentemente identificato dal gruppo di ricerca della Fondazione, in grado di riconoscere e neutralizzare diversi orthopoxvirus attraverso il riconoscimento di bersagli comuni conservati. Per raggiungere questo risultato il progetto integrerà competenze di immunologia, biologia strutturale, ingegneria proteica e strumenti di intelligenza artificiale, accompagnando l’anticorpo candidato lungo il percorso di validazione preclinica e clinica. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la preparedness richiede investimenti continui nella ricerca anche quando una minaccia sanitaria non è al centro dell’attenzione. Dopo l’eradicazione del vaiolo e la progressiva sospensione delle campagne vaccinali, la protezione immunitaria della popolazione nei confronti degli orthopoxvirus si è progressivamente ridotta.
I recenti episodi di Mpox hanno riaffermato l’importanza di rafforzare le conoscenze scientifiche e sviluppare nuove contromisure capaci di rispondere rapidamente a possibili future emergenze. Con una durata di 48 mesi e un finanziamento europeo di circa 10 milioni di euro, IMPACT rappresenta un’importante iniziativa di ricerca collaborativa nell’ambito del programma Horizon Europe. Per la Fondazione Biotecnopolo di Siena il progetto conferma il percorso di consolidamento nelle reti scientifiche europee dedicate alle malattie infettive emergenti e alla preparedness. “IMPACT rappresenta un esempio concreto di come la ricerca europea possa affrontare sfide complesse mettendo in comune competenze scientifiche, tecnologie e infrastrutture”, afferma Rino Rappuoli. “L’obiettivo è sviluppare una nuova generazione di anticorpi monoclonali contro gli orthopoxvirus, ma anche costruire conoscenze e strumenti che possano rafforzare la preparedness sanitaria. La collaborazione internazionale è oggi una condizione indispensabile per trasformare la ricerca in innovazione al servizio della salute pubblica”. “Lo sviluppo di anticorpi monoclonali ad ampio spettro rappresenta una delle frontiere più promettenti della ricerca biomedica”, sottolinea Emanuele Andreano. “Studiare anticorpi capaci di neutralizzare diversi orthopoxvirus ci consentirà di comprenderne i meccanismi di azione e di individuare nuovi approcci per lo sviluppo di future contromisure. Il progetto mette insieme competenze complementari e tecnologie avanzate, creando un contesto di ricerca di grande valore scientifico”. Alla base del progetto vi è l’approccio di Reverse Vaccinology 3.0, sviluppato da Rino Rappuoli, Emanuele Andreano e Jason S. McLellan che integra immunologia umana, biologia strutturale e intelligenza artificiale per individuare nuovi bersagli vaccinali e terapeutici. Grazie a questo approccio è stato identificato OPG153, un antigene conservato degli orthopoxvirus che rappresenta il bersaglio della nuova generazione di anticorpi monoclonali che saranno sviluppati all’interno di IMPACT.



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