Biotecnopolo, il taglio finanziamenti spacca i sindacati. Cgil: "Atto grave". Cisl: "Solo sospensioni"

Sull'argomento non solo litigano i partiti di maggioranza e opposizione ma c'è anche la frattura tra Cgil e Cisl

Di Cristian Lamorte | 28 Marzo 2024 alle 17:00

Il Governo taglia 135 milioni ai progetti del Biotecnopolo e del Centro Nazionale Antipandemico e i sindacati si spaccano sulla valutazione in merito proprio all’operato dell’esecutivo nazionale.

Non solo la querelle tra partiti di maggioranza e opposizione ma anche la frattura tra Cgil e Cisl. I primi parlano di atto gravissimo da parte del governo auspicando una presa di posizione netta da parte delle istituzioni senesi e regionali, i secondi invitano alla calma rivisitando i tagli in sospensioni dei finanziamenti e mostrandosi fiduciosi sull’operato del governo in merito alla volontà di aprire Biotecnopolo e Centro Antipandemico a Siena.

“Il venire meno di queste risorse è un atto grave – tuona la segretaria generale della Cgil Siena Alice D’Ercole -. Ci aspettiamo che tutte le istituzioni si attivino per bloccare questo disinvestimento mettendo a rischio la tenuta complessiva del progetto di rilancio delle scienze della vita sul territorio senese. Quelle risorse ci devono essere, erano state stanziate. Ci sono ritardi burocratici con un’azione colpevole da parte del Governo su questo perché si aspetta che ci sia l’opportunità di spendere queste risorse. Sono risorse legate al Pnrr che hanno delle scadenze ben definite, siamo in ritardo. Se attenzione c’è, è bene che si concretizzi con le risorse. Il taglio a quello che era stato stanziato preoccupa e non mi pare che questo rappresenti attenzione”.

“Sembrerebbero solo sospensioni, in attesa che vengano riattivati con la presentazione di progetti concreti – dice Riccardo Pucci, segretario della Cisl di Siena -. Dalle informazione che abbiamo sembra manchi la progettazione. Si parla di sospensione e non di tagli. Condividiamo il fatto che il Biotecnopolo debba nascere a Siena perché può essere un importantissimo viatico per il lavoro, ma io non credo che ci sia la volontà del Governo di non aprirlo a Siena. Certamente va attenzionato”.

Cristian Lamorte

Giornalista dal 2006 ama il suo mestiere perché gli consente di alzarsi ogni mattina senza sapere cosa farà del resto del giorno. Ama le storie, quelle da leggere e quelle da raccontare. Detesta chi guarda invece che osservare, predilige un ricco silenzio ad un povero sproloquio. Nel tempo libero si dedica ai libri e al cammino, in un costante passo dopo passo lungo la linea sottile tra ragione e follia. La stessa linea che lo spinge a ricercare ogni giorno, dopo essersi svegliato, una nuova pagina da scrivere.



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