Brunello di Montalcino tra investitori stranieri e identità locale, Franceschelli: "Mantenere legame con il territorio al di là della proprietà"

Il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli rassicura su tutela del territorio e guarda con fiducia al 2026

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Montalcino, cuore enologico della provincia di Siena, vive da anni un forte richiamo internazionale. Crescono gli investimenti dall’estero nelle aziende del Brunello e, con essi, il dibattito: opportunità o perdita di identità? Ne parliamo con Silvio Franceschelli, sindaco di Montalcino, che, ospite in diretta a Buongiorno Siena, invita a leggere il fenomeno con la lente della storia, ricordando come gli ingressi di capitali esteri non siano una novità, ma una dinamica iniziata già negli anni Ottanta.

“L’importante è che si mantenga sempre un legame tra l’azienda, il personale e il territorio, al di là delle proprietà – dice -. Quando negli anni ’80 arrivò Banfi fu un’opportunità perché aprì ai mercati americani. Bisogna vedere queste cose con la giusta apertura mentale”.

Un tessuto agricolo vasto e radicato

Il Comune è un mosaico di centinaia di aziende agricole, tra produttori di Brunello e realtà diverse, distribuite in un territorio ampio. In questo contesto, secondo Franceschelli, chi arriva non cerca scorciatoie.

“Chi viene qui non viene per speculare: con i valori d’acquisto che ci sono è difficile pensare a operazioni speculative. Si entra per completare un portafoglio imprenditoriale con un unicum mondiale.”

Regole chiare, paesaggio e comunità

Il primo cittadino sottolinea l’importanza di regole urbanistiche e tempi amministrativi certi, insieme alla salvaguardia del paesaggio e del benessere sociale. Anche gli investitori, racconta, mostrano sensibilità quando si comprendono i valori che rendono unico Montalcino.

“Sono questi i valori: coniugare l’impresa con il territorio. Le linee guida dell’amministrazione su sviluppo e tutela hanno aiutato: le cose stanno andando abbastanza bene, sapendo che si può sempre migliorare.”

Dazi, logistica e incertezze globali

Le preoccupazioni di inizio 2025 sui dazi hanno lasciato spazio a una lettura più ampia. Per Franceschelli, l’orizzonte è quello dei mercati mondiali, dove un’azienda media dialoga con 40-50 paesi e l’instabilità si sente su più fronti: trasporti, clima culturale, geopolitica.

“C’è un tema dazi, sì, ma soprattutto un’incertezza globale: dai problemi logistici a un mondo che genera instabilità in molti settori.”

Il tempo del Brunello e del mercato

Il sindaco richiama infine la natura stessa del Brunello, vino da invecchiamento, come metafora di un approccio resiliente: serve pazienza, in cantina come nei mercati.

“Produciamo vini da invecchiamento: dobbiamo saper aspettare che maturino e che il mercato sia pronto ad accoglierli. La situazione è sostenibile e siamo fiduciosi.”

Un territorio che investe su qualità, regole e paesaggio, quindi, e che non teme il confronto con il mondo purché si preservi il legame con la comunità. La chiusura di Franceschelli è la bussola per il 2026: “Siamo fiduciosi”.



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