Capodanno ed emergenza Covid: nel senese disdette fino al 70%

Rilevazione di Confesercenti alla vigilia di San Silvestro, la situazione tra capoluogo, Amiata, Valdelsa e Valdichiana: “subito prolungamento Cig e nuovi ristori”

Altro che spumante, è una vera doccia gelata. Per il terziario commerciale e turistico della provincia di Siena l’attuale situazione Covid provoca una brusca e pesante regressione rispetto agli standard lavorativi delle scorse settimane, ed alle aspettative per il secondo scorcio di festività. E’ quanto rilevano le sedi Confesercenti nelle diverse aree del territorio senese: un crollo verticale, anche se con sfumature diverse. A Siena il trend delle disdette è cresciuto repentinamente dopo che è diventata non più praticabile la prospettiva del cenone con mezzanotte in piazza del Campo; a risentirne è principalmente il movimento turistico, e quindi le attività abituate a servire questo tipo di clientela, con il commercio alimentare quale unica sostanziale eccezione.

Sul monte Amiata e dintorni le disdette per gli arrivi in strutture ricettivi e hotel supereranno probabilmente il 50 per cento; le rinunce, sia di corto raggio che per lunghe provenienze, sono amplificate probabilmente anche dal rialzo termico che nei giorni scorsi ha rimaneggiato molto le condizioni del manto nevoso, essenziale per il turismo sportivo. In Valdichiana i ristoratori avevano dovuto già prendere atto con rammarico della diffusa tendenza a rinunciare alle cene degli auguri, in particolare quelle di tipo aziendale; a questo si aggiunge in queste ultime ora la rinuncia o, in molti casi, l’attesa ‘last minute’ per le cene di fine anno. A Montepulciano, in particolare, è proprio la ristorazione a lamentare le maggiori difficoltà, mentre il periodo è stato meglio attutito dal commercio anche grazie al turismo domestico richiamato dai mercatini di Natale. In Valdelsa sono soprattutto le disdette di medio-lunga provenienza a farsi sentire in queste ore, in particolare a San Gimignano: anche in quest’area resta l’attesa per le prenotazioni dell’ultimo momento.

A risentire di questo quadro di cose è l’intera filiera commerciale e turistica: “la situazione era soddisfacente fino al 25 dicembre – commenta Leopoldo Pasquini, Presidenze provinciale Assogrossisti Confesercenti – poi i numeri sono precipitati. Per il nostro anello commerciale credo saremo attorno ad un -70 per cento”. “La variabile Omicron comporta la necessità di nuovi interventi, occorre prenderne atto – aggiunge Leonardo Nannizzi, Presidente provinciale di Confesercenti – per ristabilire fiducia appena possibile ma anche per prorogare almeno fino a giugno il termine degli ammortizzatori sociali di emergenza, per questo settore, e nuove misure di sostegno perché questi da soli non basteranno a coprire i costi fissi e le diseconomie che queste imprese continueranno a patire anche dopo le festività, che non saranno state come nelle previsioni ”.