Carcere di Ranza, troppi detenuti per quattro educatori. Manca personale anche in Infermeria

Siena Tv in visita a Ranza nell’ambito dell’iniziativa organizzata dall’Osservatorio Carcere dell’Unione delle Camere Penali italiane “Ferragosto in carcere”.

Siamo entrati al carcere di Ranza insieme ad una delegazione della Camera penale di Siena e Montepulciano, nell’ambito dell’iniziativa organizzata dall’Osservatorio Carcere dell’Unione delle Camere Penali italiane “Ferragosto in carcere”. Quello che è emerso dalla visita è che nel complesso la situazione dei detenuti è migliore di molte altre carceri italiane. Sono emerse, però, anche alcune criticità. Criticità che si notano subito con i dati alla mano: se per 274 detenuti ci sono 229 agenti (anche se operativi in sede sono 180), a mancare è l’area trattamentale. Ci sono solo quattro educatori. “Io seguo 94 detenuti – afferma un’educatrice che abbiamo incontrato durante la visita – confidiamo nell’assunzione di altre educatrici perchè la mole di lavoro è elevatissima”.

Manca personale anche nel reparto Infermeria.  I medici sono due e coprono le 24 ore. Gli infermieri sono invece solamente tre e coprono 13 ore. Sei sono invece gli operatori sanitari. Il personale è stato svuotato con il covid, inoltre all’interno del reparto c’è un odontoiatra due volte a settimana, un dermatologo, un otorino e un cardiologo una volta al mese. Le liste di attesa di conseguenza superano i due anni. Come da due anni manca un ecografista nonostante la presenza dell’ecografo. Questi disagi comportano quindi dalle 4 alle 5 uscite al giorno per raggiungere ospedali all’esterno. La maggior parte dei detenuti sono cardiopatici. Essendo un carcere di alta sicurezza si deve considerare anche l’età, per cui occorre un frequente monitoraggio.

Nota positiva è che al momento non si registra una situazione di sovraffollamento, anche se all’interno del carcere di alta sicurezza ci sono ancora da ormai un anno e mezzo 10 detenuti di media sicurezza. Sono stati trasferiti lì dopo aver partecipato alla rivolta nel carcere di Modena di marzo 2020. All’inizio erano 43. Si appoggiano nelle celle predisposte per l’isolamento, in più a mancare all’appello sono anche due sezioni chiuse per lavori che finiranno a novembre. Positiva anche la parte relativa alle attività di formazione, come la scuola, anche se attualmente è chiusa e riaprirà a settembre.

Ranza è anche polo universitario, 33 sono gli attuali iscritti, 15 i nuovi immatricolati. Abbiamo visitato proprio la cella di un detenuto che fa l’università. Sta preparando un esame, peccato che per studiare la sera deve restare con la luce accesa per tutta la notte. “L’interruttore è all’esterno – spiega il detenuto -, e una volta che l’agente l’accende resta accesa fino al mattino”. I detenuti che fanno l’università sono soli in cella, tutti gli altri sono in due in dodici metri quadri compreso il bagno.

Per passare il tempo c’è l’area passeggio, la sala pittura, la sala hobby e il campo di calcio, dove proprio in questo periodo è in pieno svolgimento un torneo. Peccato che le ore d’aria coincidono con quelle della formazione e vanno dalle 4 alle otto ore.

Poi c’è chi lavora, ma in quel carcere (ecco un altro limite) o stai in cucina, o aggiusti o pulisci. Per i semiliberi che cercano un lavoro all’esterno, San Gimignano offre solo lavori estivi legati al turismo: agriturismi, alberghi. Nota dolente anche quella del trasporto, l’ultima linea che collega Ranza crea disagi ai lavoratori, essendo alle 17.40.

 

 

 

 

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena e ora su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, poi Guccini, Gaber, gli hamburger vegani e le verdure in pinzimonio. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo.