Caro carburanti e distributori a secco, l'allarme dei pendolari senesi: "Andare al lavoro sta diventando insostenibile"

Il grido di aiuto del lavoratori pendolari riaccende il dibattito sui costi della mobilità

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Il caro carburanti torna a pesare con forza sulle tasche dei lavoratori pendolari della provincia di Siena. A preoccupare non è soltanto l’ennesimo aumento dei prezzi di benzina e gasolio, ma anche la difficoltà, registrata nelle ultime ore, di trovare carburante disponibile in diversi distributori della provincia e del capoluogo senese, una situazione che rischia di complicare ulteriormente la vita di chi ogni giorno si sposta per lavoro verso la città.

A far emergere il malcontento è stato lo sfogo di un lavoratore pendolare, affidato ai social network, che racconta una mattinata trascorsa alla ricerca di un distributore funzionante lungo il tragitto verso Siena. Un’esperienza che, secondo quanto riferito, lo avrebbe portato a fermarsi in numerose stazioni di servizio tra la provincia e il capoluogo trovando solo pompe fuori servizio o impossibilitate a erogare carburante.

Una testimonianza che si aggiunge alle preoccupazioni di molti lavoratori della provincia, costretti quotidianamente a percorrere decine di chilometri per raggiungere il posto di lavoro. Per molti residenti della Val d’Orcia, della Val d’Arbia, dell’Alta Val d’Elsa, della Valdichiana e delle aree più periferiche del territorio senese, l’automobile rappresenta infatti l’unica soluzione realmente praticabile per gli spostamenti quotidiani.

Il problema, però, non riguarda soltanto la disponibilità del carburante, a incidere pesantemente è soprattutto il costo del pieno. I rincari registrati negli ultimi mesi, complici il quadro internazionale, le tensioni geopolitiche che stanno influenzando il mercato energetico e le forti accise governative, hanno fatto lievitare la spesa necessaria per raggiungere il posto di lavoro.

Prendendo come riferimento un pendolare che percorre circa 40 chilometri per raggiungere Siena e altrettanti per tornare a casa, per un totale di 80 chilometri al giorno, l’aumento appare evidente. A marzo un automobilista con un’auto a benzina spendeva mediamente circa 8 euro al giorno per il tragitto casa-lavoro, mentre oggi la cifra supera i 9 euro. Ancora più pesante l’impatto per chi utilizza il diesel, con una spesa giornaliera che supera i 10 euro. Tradotto su base mensile, significa decine di euro in più che si sommano alle altre spese familiari già messe sotto pressione dall’aumento del costo della vita.

Nel suo sfogo, il lavoratore evidenzia proprio questo aspetto, sottolineando come oggi 30 euro di gasolio consentano appena pochi giorni di spostamenti lavorativi. Una considerazione che fotografa il sentimento diffuso tra molti pendolari: lavorare continua a essere una necessità, ma il costo per raggiungere il luogo di lavoro sta diventando sempre più difficile da sostenere.

Un disagio che si aggiunge ai rincari e che rischia di colpire soprattutto chi non dispone di alternative all’auto privata. Tra i lavoratori cresce così la preoccupazione per quella che molti definiscono una vera e propria emergenza quotidiana: la possibilità di continuare a raggiungere il proprio posto di lavoro senza che il costo del carburante finisca per assorbire una quota sempre più consistente dello stipendio.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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