Caso David Rossi, la TIM: “Nessuna telefonata al 4099009 dal suo cellulare la sera del 6 Marzo”

L'azienda aveva comunicato che dal telefono di Rossi erano partite chiamate dopo l'orario stabilito della sua morte, salvo poi correggersi. Un equivoco: erano le chiamate di Carolina Orlandi

La sera del 6 marzo del 2013 dal telefono di David Rossi non sono partite telefonate al 4099009. Ad affermarlo è stata Laura Benignetti, coordinatrice all’interno del settore prestazioni standard domestic di Tim. Una prese di posizione netta e chiara quella assunta dai dirigenti di Tim, che inizialmente avevano comunicato all’autorità giudiziaria che dal telefono di Rossi erano partite chiamate dopo l’orario stabilito della sua morte, salvo poi correggersi i un secondo momento.

L’equivoco, stando a quanto detto sia dalla dottoressa Benignetti che dal responsabile della prestazioni standard domestic del settore servizio autorità giudiziaria di Tim Massimo Romiti, è stato causato da una anomalia registrata nei tabulati di traffico telefonico. Nello specifico la ricostruzione dell’azienda di telecomunicazioni è la seguente: Carolina Orlandi, senza credito sul cellulare, prova a chiamare David Rossi ma la chiamata viene deviata sul noto 4099009 cioè il numero di servizio per l’Sos Ricarica. L’anomalia è che nei tabulati risulta che la telefonata al numero Tim sia stata effettuata dal telefono di Rossi, e la stessa dinamica si ripropone poco dopo con la chiamata del giornalista Paolo Tripaldi all’ex manager di Banca Mps. Inoltre i dirigenti Tim hanno spiegato che il numero di servizio fosse in realtà il 409900, dato che l’ultima cifra dipende dal numero di cellulare di chi effettua la chiamata (in questo caso fa riferimento al numero di Rossi).

Una ricostruzione che lascia comunque spazio a dubbi, infatti i dirigenti Tim non hanno prove a supporto per dimostrare che Carolina Orlandi avesse effettivamente finito il credito, se non il ritrovamento di due ricariche effettuate una il 14 febbraio e una il 13 marzo, una settimana dopo la morte di Rossi. La commissione parlamentare d’inchiesta ha sentito anche Roberto Nesticò, luogotenente dei carabinieri del nucleo investigativo che ha partecipato all’esperimento dei vigili del fuoco sulla caduta dalla finestra e ha lavorato attivamente a delle indagini che lui ha definito “potenzialmente collegate alla morte di Rossi”. L’intera sua adaviudizione è stata però secretata, ma la commissione parlamentare si è detta molto soddisfatta di quanto emerso.