Caso Rossi, Gotti Tedeschi a le Iene: “Conti Mps allo Ior? Se li controllavo ero morto”

La seconda parte dell’intervista all’ex presidente dell’Istituto Opere Religiose

Le Iene sono tornate questa sera sul caso Rossi con la seconda parte dell’intervista a Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello Ior (LEGGI QUI: https://www.radiosienatv.it/caso-rossi-le-iene-lanciano-la-pista-legata-a-ior-e-vaticano/) sul mistero dei 4 conti aperti nella banca Vaticana riferibili a persone di Mps. Rossi aveva dei rapporti consolidati con lo Ior, tanto da recarsi spesso a Roma con delle valigette, pare, contenenti del denaro. Sulla sua scrivania è stato rinvenuto un fogliettino dove c’era scritto il numero dell’ex presidente: “Io non ho mai voluto vedere di chi erano certi conti, mi sono sempre rifiutato per non trovarmi un giorno in imbarazzo di fronte a un giudice che mi domanda: ‘che lei sappia ci sono questi conti’? – assicura – non era il mio compito, ho avuto l’incarico da parte di Papa Benedetto di portare trasparenza, dovevo lasciare perdere la curiosità di sapere chi accendeva i conti. Dovevo attuare le procedure di trasparenza, la legge antiriciclaggio e le verifiche sulla corretta applicazione di questa. Gli unici che sapevano le intestazioni dei conti erano Cipriani, Tulli e Mattietti (tutti ex dirigenti dello Ior, ndr). Mi sono rifiutato di mettere le mani sui nomi, per vari motivi: sarebbe nato uno scandalo prima di tutto, poi sarei stato interrogato e arrestato. In ogni caso, sia che ammettevi di averli visti, sia che mentivi, eri morto. Ricorda il caso Mino Pecorelli e perchè è morto? Ha messo le mani sui nomi- chiede Gotti Tedeschi alla Iena Monteleone – E c’era da proteggere la famiglia poi”.

 

 

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