Caso Rossi, le Iene lanciano la pista legata a Ior e Vaticano

Le rivelazioni dell’ex presidente dell’Istituto Opere Religiose Ettore Gotti Tedeschi

Le Iene sono tornate questa sera sul caso della morte di David Rossi con un lungo reportage che ha ripercorso passo dopo passo tutti gli aspetti più salienti della vicenda, mettendo insieme tutto il materiale e i servizi realizzati negli anni dalla iena Antonino Monteleone. In particolare si è tornati  a mettere l’accento sulle anomalie del video della sorveglianza e delle misteriose ombre, macchie e sagome che si intravedono all’ingresso di vicolo Monte Pio, che potrebbero far presagire anche una manomissione del filmato, nonchè sulle incongruenze della scena del crimine e le differenze tra quanto appare nel video della Polizia subito dopo la morte di Rossi e nelle foto scattate dalla Scientifica ore dopo. Intervistato, uno degli avvocati della famiglia, Carmelo Miceli,  ha sottolineato la stranezza data dal fatto che i biglietti di addio siano stati trovati nel cestino e non sulla scrivania, giudicando la scelta del pm Aldo Natalini di distruggere i fazzoletti insanguinati come gravissima. Sentito anche il tecnico Luigi Secciani, che per ordine delle autorità ha consegnato solo l’estratto del video delle telecamere nel vicolo, e non delle altre di Rocca Salimbeni, poi andate perdute.

Ma sopratutto è stata rilanciata la pista legata a possibili coinvolgimenti del Vaticano e dello Ior, con il caso dei 4 misteriosi conti di enti benefici riconducibili a Mps aperti alla banca Vaticana, con cui Rossi aveva dei rapporti consolidati, tanto da recarsi spesso a Roma con delle valigette, pare, contenenti del denaro. Sulla scrivania di Rossi, in un fogliettino, c’era scritto il numero dell’ex presidente dello Ior, dal 2009 al 2012, Ettore Gotti Tedeschi, raggiunto dalla Iena Monteleone. Su questa vicenda, l’ex presidente di Mps  Mussari ha sempre negato ogni addebito, ma Gotti Tedeschi non conferma: “I 4 conti aperti allo Ior? Credo che fosse vero. Chi si occupava di questi conti all’interno dello Ior erano direttamente altri della Fondazione. E naturalmente col presidente, ma mi tagliavano completamente fuori visto il mio ruolo con Santander nella vicenda Montepaschi. Sono tangenti, mi pare evidente Ma nessuno le confermerà l’esistenza di quei conti, perché lì c’era di tutto. Qua si tratta della Curia vaticana. Lì dentro c’era tutto quello che lei non può immaginare. C’erano delle persone che in un secondo cambiavano le intestazioni di tutti i conti. Un sistema che non permetteva a nessuno, se non alla cupola, di risalire ai conti. È molto probabile quindi che quei conti ci fossero”.

“Nella curia vaticana, nei miei anni da presidente, ho visto di tutto –  ha sottolineato – Stavo per perdere la fede..e la vita. Qualcuno avrebbe potuto commissionare un omicidio? Non mi meraviglierebbe. Dove c’è del bene c’è anche del male, che cerca di insinuarsi. Se conoscevo Rossi? Non me lo ricordo ma è probabile abbia avuto a che fare con lui. Non so niente di questa storia, se ne avessi saputo il Vaticano saltava per aria”.

Gotti Tedeschi ha detto la sua anche sul ruolo di Mussari e l’acquisto di Antonveneta: “Tutti pongono Mussari come il massimo responsabile – ha detto – ma in realtà operava per conto di altri. Lui non voleva comprare Antonveneta, voleva fare la fusione, era entusiasta. Gliel’ha imposta la Fondazione Mps. Mussari presidente Ior? Improprio, non è nemmeno cattolico. Per capire certe dinamiche della banca bisogna capire Siena e la sua mentalità: una città di 60mila persone che ruotano intorno a Mps, gli intrecci con la politica, il lavoro”.

 

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