Non usava mezzi termini quando montava tra i canapi e non li usa nemmeno oggi che guarda la Piazza da fuori. Salvatore Ladu, per tutti “Cianchino“, torna a far sentire la sua voce ed entra a gamba tesa sulla questione più spinosa dell’estate senese: la gestione della mossa affidata a Renato Bircolotti.
Le polemiche scaturite dopo il Palio di luglio hanno lasciato uno strascico pesante e Cianchino rincara la dose. Per l’ex fantino, la situazione attuale ha superato il limite di guardia:
«Non vedo un mossiere all’altezza di salvaguardare questa festa. Mi meraviglio che il Sindaco non abbia preso provvedimenti dopo il Palio di luglio: quello che si è visto è stato schifoso, siamo arrivati a un livello insopportabile”, ha dichiarato ai microfoni di Siena Tv.
Un’invettiva dura, che punta il dito non solo contro la prestazione di Bircolotti tra i canapi, ma anche verso le istituzioni cittadine, colpevoli a suo avviso di non essere intervenute con decisione per tutelare l’integrità della Festa.
Ma Cianchino non si limita a criticare: rilancia. Alla domanda su una sua possibile candidatura per il ruolo di mossiere, Ladu ricorda di essersi già fatto avanti in passato e si dice pronto a riprovarci: “Se fanno un bando, io mi candido. Se vogliono, Salvatore può salire sul verrocchio. Per quale motivo no?»
“In passato c’è già stato un ex fantino che ha fatto il mossiere – aggiunge – dove sarebbe il problema? Non capisco perché personaggi come me, Bastiano o il Pesse non possano ricoprire questo ruolo. Dove sta scritto?”
Per Cianchino, aver vissuto il canape da protagonista non è un limite o un motivo di conflitto d’interessi, bensì il valore aggiunto fondamentale per capire le dinamiche della mossa, anticipare le mosse dei fantini e garantire il rispetto delle regole. “Io il diploma ce l’ho, è quello della Piazza. So esattamente cosa sia il Palio e c’è una sola certezza: io questa festa la rispetterei fino in fondo, a differenza di chi c’è ora”.