Cinquecento anni dalla Battaglia di Camollia: l'Istrice celebra la storia senese con il libro “Kamullia 1526”

Presentato nei locali della Contrada un volume scritto a più mani che ripercorre l'epico fatto d'armi: un viaggio tra politica, fonti d'epoca, devozione e costruzione della memoria cittadina

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Nel rione che mezzo millennio fa fu teatro diretto di uno degli avvenimenti più drammatici ed epici della storia cittadina, la Contrada Sovrana dell’Istrice ha celebrato ufficialmente il cinquecentenario della Battaglia di Camollia, combattuta il 25 luglio 1526. L’occasione è stata la presentazione del volume “Kamullia 1526”, un’opera collettiva presentata ieri sera nel rione e nata per approfondire a 360 gradi quell’episodio fondamentale per l’identità di Siena.

“Molto è stato scritto e molto è stato detto su questa battaglia e noi avendo voluto legare a presentazione di questo volume alla Festa Titolare siamo arrivati per ultimi e quindi ci siamo preoccupati di trovare qualcosa di inedito e speriamo di essere riusciti nell’intento”, ha detto il Priore Mario Bartalini.

Il testo raccoglie i contributi firmati da numerosi autori, sia appartenenti al popolo dell’Istrice che studiosi esterni, chiamati a mettere in luce gli aspetti militari, sociali e politici di un fatto d’armi decisivo.

Un progetto editoriale importante per la Contrada, che ha l’intento non solo di rievocare lo scontro militare, ma di offrire una chiave di lettura diversa della Siena del primo Cinquecento. All’epoca, infatti, la città si presentava come una Repubblica indipendente attraversata da profonde spaccature politiche interne, pienamente inserita negli equilibri e nei conflitti internazionali delle Guerre d’Italia.

Il volume “Kamullia 1526” allarga così lo sguardo ben oltre i confini del campo di battaglia: analizza il contesto diplomatico e militare dell’epoca, studia le fonti documentarie e traccia un profilo umano degli uomini, delle donne dei ragazzi che scesero in campo. Accanto alla cronaca bellica, la pubblicazione affronta temi e sfaccettature meno immediate ma altrettanto cruciali, come le dinamiche familiari e sociali dei protagonisti, la dimensione religiosa e devozionale del popolo senese e il modo in cui il mito e la memoria di Camollia sono stati tramandati e ricostruiti nel corso dei secoli successivi.

Comprendere la portata di quella giornata del 25 luglio 1526 significa dunque interrogarsi sul perché accaddero determinati eventi, scoprire la storia umana di chi ne fu protagonista e comprendere cosa quell’epico episodio storico sappia ancora raccontare della Siena di cinquecento anni fa.



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